Carlo Goldoni
Il filosofo di campagna

ATTO SECONDO

SCENA QUARTA   Don Tritemio, poi Rinaldo e Capocchio Notaro

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SCENA QUARTA

 

Don Tritemio, poi Rinaldo e Capocchio Notaro.

 

TRIT.

Se denaro vorra, gliene darò,

Purché sicuro sia con fondamento,

E che almeno mi paghi ii sei per cento.

Ma che vedo? È colui

Che mi ha chiesto la figlia. Or che pretende?

Col notaro che vuol? che far intende?

RIN.

Compatite, signor...

TRIT.

La riverisco.

RIN.

Compatite se ardisco

Replicarvi l'incomodo. Temendo

Che non siate di me ben persuaso,

Ho condotto il notaro,

Il qual patente e chiaro

Di me vi mostrerà

Titolo, parentela e facoltà.

TRIT.

ridicolo in vero). (da sé)

CAP.

Ecco, signore,

L'istrumento rogato

D'un ricco marchesato;

Ecco l'albero suo da cui si vede

Che per retto cammino

Vien l'origine sua dal re Pipino.

TRIT.

Oh capperi! che vedo?

Questa è una cosa bella in verità.

Ma della nobiltà, signor mio caro,

Come andiamo del par con il denaro?

RIN.

Mostrategli i poderi,

Mostrategli sinceri i fondamenti. (a Capocchio)

CAP.

Questi sono istrumenti

Di comprede, di censi, di livelli.

Questi sono contratti buoni e belli.

(mostrando alcuni fogli a guisa d'istrumenti antichi)

 

Nel quattrocento

Sei possessioni;

Nel cinquecento

Quattro valloni;

Anno millesimo

Una duchea,

Mille trentesimo

Una contea

Emit et cœtera.

Case e casoni,

Giurisdizioni,

Frutti annuali,

Censi e cambiali.

Sic et cætera

Cum et cætera. (parte)

 

 

 


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