Carlo Goldoni
Il filosofo

PARTE PRIMA

SCENA QUARTA   Lesbina in abito da Studente, e detto.

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SCENA QUARTA

 

Lesbina in abito da Studente, e detto.

 

LESB.

Signor Anselmo, il ciel vi dia contento.

ANS.

L’uomo sempre è beato,

Se si vuol contentar del proprio stato.

LESB.

Ma lo stato è migliore

Di chi sente nel petto

Qualche fiamma gentil d’onesto affetto.

ANS.

Falsissimo principio.

LESB.

Anzi infallibile,

Come sarebbe a dir, l’uomo è risibile.

ANS.

Se tal proposizione

Voi sapete provarmi,

Prego il cielo, signore, (oh che scongiuro!)

Lo dirò, prego il ciel d’innamorarmi.

LESB.

Ascoltatemi, dunque, e rispondete.

Negar non mi potete

Che in questo nostro mondo

È la vita il maggior di tutti i beni.

ANS.

È vero.

LESB.

E che la morte

Questo gran ben ci toglie.

ANS.

È ver pur troppo.

LESB.

Il conforto maggior che nella morte

Provi l’uomo languente,

È il lasciar ne’ suoi figli

Un’immagine sua viva nel mondo.

ANS.

A questo non rispondo.

Si sa che la natura

Inclina ad eternar la propria spezie.

LESB.

Questo conforto, dunque,

Quel che moglie non ha, non può sperare.

ANS.

Voi dite ben.

LESB.

(Comincia a vacillare). (da sé, con gioia)

Ma chi vuol prender moglie,

Deve pria innamorarsi.

ANS.

In questo passo voi fallate assai.

Vi son de’ maritati

Che non s’erano pria veduti mai.

LESB.

Sì, ma in tal matrimonio,

Più d’un tenero amor, v’entra il demonio.

Che val somma ricchezza,

Che vale ogni grandezza,

Se l’amore non v’è?

ANS.

(Questo studente

Nella scuola d’amor è un gran sapiente).

LESB.

Concludiamola dunque.

L’amore è una virtude

Che anima si può dir di tutto il mondo.

Ei fa l’uomo giocondo,

Gli reca in dolce guisa

Conforto ne’ travagli, e nelle gioie

Moltiplica il piacer. Aman le piante,

Aman le belve ancor, aman le pietre,

Più di tutto insensate,

E voi, che siete un uom, voi non amate?

 

L’agnellino ama l’agnella,

Ama il toro la torella,

L’usignolo in sua favella

Va dicendo: «Ardo d’amor».

 

ANS.

Amico, tai ragion m’avete detto,

Ch’io già vinto mi rendo.

LESB.

Or ricordatevi

Del vostro gran scongiuro, e innamoratevi.

ANS.

Difficile cred’io

Trovar donna che piaccia al genio mio.

Io son dato agli studi,

Le donne per lo più son vanarelle.

LESB.

Credete non vi siano

Donne nella virtù versate e franche?

ANS.

Sì, ma son rare come mosche bianche.

E poi, se ve n’è alcuna

Che sia un poco sapiente,

Tosto divien superba e pretendente.

LESB.

Signor, io vi propongo

Una giovine onesta,

Che non avrà certi catarri in testa.

ANS.

Fate pur che la veda,

E se mi piace, io sarò suo marito.

LESB.

Andremo a visitarla;

Ma quest’abito vostro,

Ch’è da stoico assai più che aristotelico,

Non mi sembra decente.

ANS.

Quest’è un abito alfin d’uomo sapiente.

LESB.

Sì, sì, ma con le donne

Cotanta antichità non istà bene.

Se volete tentar d’esser suo sposo,

Comparite più vago e spiritoso.

ANS.

Basta, m’ingegnerò, benché sia troppo

Difficile ad un savio

L’uniformarsi al gusto d’oggigiorno.

Tanti pizzi d’intorno,

Tanta polve di Cipro e tanti fiocchi,

Tante superflue gale,

Son fumo senza arrosto

Di zucche senza sale.

LESB.

(Consolati, mio core,

Che la filosofia vinta è da amore).

ANS.

Andiam, signor studente,

La dama a visitar.

a due

Oh gran virtù d’amore,

Che mi fa giubilar!

LESB.

Alla dama spiritosa

Voi farete un complimento.

ANS.

Come, come! Questa cosa

Or mi pone in gran spavento.

LESB.

Nol sapete?

ANS.

Signor no.

LESB.

Dunque a voi l’insegnerò:

 

Padrona illustrissima,

Che fa? come sta?

La prego, s’accomodi.

No, no, non s’incomodi,

Son servo divoto

A tanta beltà.

 

ANS.

Padrona illustrissima...

LESB.

Un poco più basso.

ANS.

Che fa? come sta?

LESB.

Movete quel passo.

ANS.

Così?

LESB.

Signor no.

ANS.

Così?

LESB.

Signor sì.

ANS.

Son servo divoto.

LESB.

Un poco di moto.

ANS.

S’accomodi, non s’incomodi.

LESB.

Rispetto, umiltà.

ANS.

Che pena, che imbroglio!

LESB.

Più lesto vi voglio!

ANS.

Sarò spiritoso,

Galante, grazioso.

LESB.

Ed io goderò.

ANS.

Fra pochi momenti

Maestro sarò.

LESB.

Fra pochi momenti

Maestro vi fo.



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