Carlo Goldoni
La figlia obbediente

ATTO PRIMO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Florindo e dette.

 

FLOR. Chi è qui? (di dentro)

BEAT. Venite, venite, signor Florindo.

FLOR. Servo di lor signore.

ROS. Ben venuto.

BEAT. Ben venuto.

ROS. Avete fatto buon viaggio?

FLOR. Buonissimo.

BEAT. Non vedete che è grasso, come...

ROS. Come che?

BEAT. Come un tordo, come un tordo.

FLOR. Godo, signore mie, di trovarvi spiritose ed allegre.

BEAT. La signora Rosaura non era così poco fa.

FLOR. Eravate voi malinconica?

ROS. Sì, per la vostra lontananza. Pel dubbio della vostra venuta, e per quello de’nostri amori.

FLOR. Tutto è accomodato, signora Rosaura...

BEAT. Lo sa, lo sa, gliel’ho detto io.

FLOR. Mi avete levato il piacere di darle io il primo questa felice novella.

BEAT. Volevate forse la mancia, che voleva dare a me?

FLOR. Che mancia? (a Rosaura)

ROS. Parliamo sul serio. Vostro padre si contenta delle mie nozze?

FLOR. È contentissimo.

ROS. Sa che la dote mia non corrisponde alle sue ricchezze?

FLOR. Sa tutto; è informato di tutto. Sa che voi siete di buon costume, ed essendo egli perfetto economo, preferisce alla ricca dote una fanciulla morigerata e discreta.

ROS. Son contentissima. Avete ancora veduto mio padre?

FLOR. Non l’ho veduto. Venni per presentargli la lettera, ma non è in casa.

ROS. Accoglierà con giubbilo una tal nuova.

FLOR. So benissimo ch’egli mi ama.

BEAT. Eppure egli non vi aspettava più di ritorno.

ROS. Temeva che vostro padre volesse accasarvi a suo modo.

FLOR. Pur troppo, se tardava io quattro giorni, stava egli sul punto di disporre di me. Finalmente sarete mia.

ROS. Ancora non mi par vero.

FLOR. Io non ci vedo altre difficoltà. Mio padre è contento; il vostro sapete quante volte mi ha detto, che volentieri avrebbe vedute le nostre nozze. Eccomi qui, son vostro.

ROS. Sì, siete mio. Sia ringraziato il cielo.

BEAT. Sarete stanco, signor Florindo. Siete venuto per terra?

FLOR. No, son venuto per acqua col corrier di Bologna.

ROS. Siete stato allegro per viaggio?

FLOR. Mi sono annoiato infinitamente. Eravi una ballerina, che non taceva mai. E suo padre poi, tutto il viaggio, non ha fatto altro che seccarmi, raccontandomi le grandezze della figliuola.

ROS. Anzi vi sarete divertito bene colla ballerina.

FLOR. Da uomo d’onore, non la poteva soffrire.

BEAT. Come chiamavasi? La conosciamo noi?

FLOR. La conoscerete. È una certa Olivetta.

ROS. Figlia di certo Brighella?

FLOR. Sì, per l’appunto.

ROS. Oh! la conosco. Suo padre è stato servitore in casa nostra.

FLOR. Servitore? Chi sente lui, è un signore.

BEAT. Non sapete? Le capriole della figliuola nobilitano tutta la casa.

 

 

 


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