Carlo Goldoni
La figlia obbediente

ATTO PRIMO

SCENA DECIMA

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SCENA DECIMA

 

Il conte Ottavio, poi Arlecchino

 

OTT. (Prende tabacco, poi chiama) Ehi.

ARL. Comandi, lustrissimo?

OTT. Da sedere.

ARL. La servo. (Oh! se vegnisse un altro zecchin). (gli porta una sedia) Eccola obbedita.

OTT. (Siede e prende tabacco)

ARL. La perdona, lustrissimo; me ne favorissela una presa.

OTT. (Lo guarda in faccia e ripone la scatola)

ARL. La compatissa, gh’ho sto vizio, e no gh’ho tabacchiera. Tanti anni che servo, e non ho mai possudo avanzarme tanto da comprarme una scatola da galantomo.

OTT. Quanto hai di salario?

ARL. Un felippo al mese, ma me vesto del mio. La vede ben, no se pol viver. Manze no se ghe ne vede. Tutti no i xe miga generosi, come V.S. illustrissima. El cielo ghe renda merito del zecchin che la m’ha donà. Ghe ne aveva proprio bisogno. Per cavarme de un gran affanno, me ne vorria un altro. Basta, el cielo provvederà.

OTT. (Tira fuori una borsa)

ARL. (El vien, el vien) (da sé)

OTT. Cantami una canzonetta.

ARL. Lustrissimo, no so cantar.

OTT. Fammi una capriola.

ARL. Pezo. Non ho abilità, signor.

OTT. Dimmi: quanto hai rubato al padrone?

ARL. Oh! la perdona; son un galantomo.

OTT. Ai galantuomini non mancano denari. (ripone la borsa)

ARL. Ma... lustrissimo... son poveromo.

OTT. Sei povero? (tira fuori la borsa)

ARL. Illustrissimo sì, ho muggier e fioli.

OTT. È bella tua moglie?

ARL. Eh! per dirla, no l’è brutta.

OTT. A chi ha bella moglie non mancano denari. (ripone la borsa)

ARL. Oh! caro lustrissimo, ella la me poderave aiutar.

OTT. Senti una parola.

ARL. La comandi. (s’accosta)

OTT. Sei un briccone. (all’orecchio, ma forte)

ARL. Ho capido.

OTT. Zitto, che nessuno senta.

ARL. Ma no se poderave...

OTT. (Gli fa cenno colla mano che se ne vada)

ARL. La perdoni.

OTT. (Replica il cenno)

ARL. La permetta che fazza el mio dover. (vuol baciare l’abito)

OTT. (Gli sputa in faccia, e resta colla faccia tosta)

ARL. Grazie a vussustrissima. (Se non ho avudo el zecchin sta volta, l’ho incaparrà per un’altra volta). (da sé, parte)

OTT. Bricconi! Dono quando voglio, bricconi!

 

 

 


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