Carlo Goldoni
La figlia obbediente

ATTO PRIMO

SCENA QUINDICESIMA

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SCENA QUINDICESIMA

 

Il cameriere, e detti.

 

CAM. Signori...

BRIGH. Oh diavolo! Lumaga.

CAM. Un cavaliere...

BRIGH. Lumaga... Caro vecchio, tegnì sta roba.

CAM. Ma senta...

BRIGH. Tegnì sta roba. (il Cameriere prende la sottocoppa) Adesso parlè.

CAM. Un cavalier forestiere, alloggiato in questa locanda, vorrebbe farle una visita.

BRIGH. Oe. Subito cavalieri. (a Olivetta)

OLIV. (Lavandosi) E chi è questo cavaliere?

CAM. Un certo signor conte Ottavio, forestiere.

OLIV. Sarà qualche spiantato.

BRIGH. La mia putta no riceve visite.

CAM. Anzi è ricco; è generoso.

OLIV. Basta, se comanda, è padrone.

BRIGH. Semo tutti forestieri, che el se comoda.

CAM. Tenga. Anderò a dirgli che passi.

BRIGH. Lumaga. Siestu maledetto! Servì, servì la padrona. Anderò mi a introdurlo. (parte)

OLIV. Gettate l’acqua. (Cameriere getta) Bel bello, che non mi bagnate li manichetti. Voi altri camerieri di locanda, siete asini, non sapete far nulla.

CAM. (Or ora le getto l’acqua sul tuppè). (da sé)

 

 

 


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