Carlo Goldoni
La figlia obbediente

ATTO TERZO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Il conte Ottavio, il cameriere di locanda e altri tre uomini; e detto.

 

OTT. (Viene avanti, e gli uomini lo seguono; quando vede Florindo, si ferma; fa passare due uomini avanti, e si mette nel mezzo per esser difeso)

FLOR. Signor conte, avrei necessità di parlarvi.

OTT. Ehi! (agli uomini, che stieno attenti, e li va disponendo per sua difesa)

CAM. Non dubiti. Siamo con lei.

FLOR. Di che avete timore? Io non son qui per offendervi. Bramo solo di ragionarvi, ed il mio ragionamento sarà brevissimo. Signore, sono tre anni ch’io amo la signora Rosaura, e che sono da lei amato.

OTT. (Colla mano al mento fa segno che non gl’importa)

FLOR. Io non posso vivere senza di lei, e giacché devo morire, sono disposto a intraprendere qualunque pazza risoluzione.

OTT. (Ammazzatelo). (agli uomini)

CAM. (Per difenderla, siamo qui; ma per altro...) (piano al conte)

FLOR. Mi maraviglio, come un uomo d’onore possa aspirare ad un simile matrimonio. La signora Rosaura vi aborrirà in eterno; e sin ch’io viva, non isperate mai d’aver pace.

OTT. ( delle monete al Cameriere di locanda)

CAM. Obbligatissimo alle sue grazie.

OTT. (Ammazzatelo). (piano al Cameriere)

CAM. (Chi fosse pazzo!) (da sé)

FLOR. Voi non mi rispondete? Che modo di pensare è il vostro? Mi maraviglio di voi.

CAM. Signore, non si riscaldi tanto. (a Florindo)

FLOR. Difendetelo finché potete. Ma giuro al cielo, sarà vana la vostra scorta. Troverò io la maniera di deludere voi e lui. Voi siete schiavi dell’interesse; egli è uno stolido che non sa vivere, e non viverà lungo tempo. (parte)

OTT. (Sta alquanto immobile, va per seguire Florindo; poi si pente. Torna indietro, e parte dalla banda opposta)

CAM. Grande spirito! Gran bravura! (lo segue coi compagni)

 

 

 


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