Carlo Goldoni
La figlia obbediente

ATTO TERZO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Olivetta e detti; poi il cameriere

 

OLIV. Papà, dove sono i bauli?

BRIGH. Oh bella! In camera.

OLIV. Io non li vedo.

BRIGH. Seu orba? (va in camera, e torna)

OTT. Voglio vedervi ballare.

OLIV. Sarà difficile.

OTT. Farò un’opera io.

OLIV. Se sarà un’opera eroica, ballerò.

BRIGH. Dov’eli i bauli?

OLIV. Dove sono?

BRIGH. Lumaga dov’elo?

OLIV. Io non l’ho veduto.

BRIGH. Oh, poveretto mi! Camerier.

CAM. Comandi.

BRIGH. Dov’è Lumaga?

CAM. Il suo staffiere?

BRIGH. Sì.

CAM. Ha messi i bauli in gondola, ed è andato via.

BRIGH. In che gondola?

CAM. In una gondola a quattro remi.

BRIGH. A quattro remi? Poveretti nu! Presto, mandeghe drio.

CAM. Subito. (parte)

OLIV. Che è stato?

BRIGH. I bauli... la roba... l’arzentaria... Poveretti nu!

OLIV. Ma come?

BRIGH. Ho paura che Lumaga ne l’abbia fatta.

OLIV. Sarà andato alla barca.

BRIGH. Con una gondola a quattro remi? Perché no seu stada in camera?

OLIV. Sono stata dal signor conte.

BRIGH. Sia maledetto el sior conte! Se no trovo i bauli, semo rovinai. (parte)

OTT. (Guarda dietro a Brighelia con ammirazione)

OLIV. Povera me! Avete sentito?

OTT. (Prende tabacco, e non risponde)

OLIV. Possibile che Lumaca mi abbia assassinata?

OTT. (Seguita a prender tabacco)

OLIV. Povera me! La mia roba!

 

 

 


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