Carlo Goldoni
La finta ammalata

ATTO TERZO

SCENA UNDICESIMA

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SCENA UNDICESIMA

 

Lelio e dette.

 

LEL. Signore mie, con loro permissione. Il signor Pantalone mi ha detto ch’io venga, e perciò preso mi sono la libertà di venire.

ROS. Che cosa vuole? Che cosa comanda?

LEL. Signora, la stima che ho di voi, non merita che mi trattiate con tanta asprezza.

BEAT. Compatitela, è oppressa dal male.

LEL. Appunto per questo son qui venuto. Incontrai il signor Pantalone, e vicino a questa casa mi narrò piangendo lo stato miserabile di sua figlia. Gli dissi avere con me le gocce mirabili d’Inghilterra, le quali sogliono operare prodigi. Mi raccomandò di venire a offerirle alla signora Rosaura, ed io non ho tardato di farlo. Eccole, signora; se voi le prenderete, credetemi, vi troverete contenta.

ROS. Obbligatissima, non le voglio.

LEL. Eh signora Rosaura, so io che rimedio ci vorrebbe pel vostro male.

ROS. Voi non sapete niente.

LEL. Vi vorrebbe uno sposo.

ROS. Mi maraviglio di voi. Con le fanciulle civili non si parla così. Mio padre ha fatto uno sproposito a permettervi che mi venghiate a inquietare col pretesto delle gocce d’Inghilterra. Ma io correggerò l’error suo con non rispondervi, con non abbadarvi, con darvi quella retta che meritate.

LEL. (La signora ammalata ha parlato con dello spirito). (da sé)

BEAT. (Capperi! quando occorre, sa dir bene la sua ragione). (da sé)

COL. (È una malattia, che non le impedisce d’adoperar la lingua). (da sé)

LEL. Basta, in qualunque maniera voi mi trattiate, soffrirò tutto, attribuendolo al male che v’infastidisce. Io devo attendere il signor Pantalone, per rendergli conto di non aver mancato al debito di servirlo.

ROS. Eh, non importa. Farò io con mio padre le vostre scuse.

LEL. Perdonatemi; so il mio dovere.

ROS. Oh Dio! Mi sento venir male.

LEL. Volete le gocce d’Inghilterra?

ROS. Signor no. Lasciatemi in libertà.

LEL. (Costei sa aver male quando vuole; non le credo e non voglio partire). (da sé)

COL. Ma caro signore, quando una donna dice ad un uomo che vuole restar in libertà, la civiltà vorrebbe che se ne andasse.

LEL. La civiltà non ho da impararla da voi.

BEAT. Ecco il medico.

ROS. Il dottor Onesti? (s’alza con allegria)

BEAT. No, è il dottor Buonatesta.

ROS. Vada al diavolo. (siede)

 

 

 


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