Carlo Goldoni
Il frappatore

ATTO PRIMO

SCENA SETTIMA

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SCENA SETTIMA

 

Ottavio, poi Brighella

 

OTT.

Sono in un imbarazzo grandissimo con questa donna. L’avidità d’aver nelle mani la roba sua e il suo danaro, mi ha fatto fare una risoluzione, di cui ne sono oramai pentito. Se fosse morta mia moglie in Napoli, forse forse la sposerei; chi sa? Sono mesi che non ho nuova di lei, potrebbe darsi che più non vivesse. Ma intanto come contenermi con Beatrice? Ella è un’onestissima donna, che colla fiducia di essere da me sposata, si è lasciata condurre sin qui, e mi ha fatto padrone di tutto il suo. L’inganno non può durar lungamente; sono imbrogliato, ma troverò la via d’uscirne.

BRIGH.

Oh che bel mobile, sior Ottavio, che avè condotto a Roma! Sto sior Tonin l’è el più bel capo d’opera che abbia visto.

OTT.

È uno sciocco, consegnatomi da certi parenti suoi, che si vergognano di averlo vicino.

BRIGH.

Alo dei quattrini?

OTT.

È ricco, ma non sa egli medesimo che cos’abbia. I suoi congiunti possedono molti de’ suoi effetti, e vorrebbono che più non tornasse, per goderseli pacificamente. Ciò non ostante, l’assegnamento che gli hanno fatto è bastante a farlo vivere comodamente; tutto passa per le mie mani ed io gli faccio l’economo.

BRIGH.

E no ghe gnanca un soldo da comprar del tabacco?

OTT.

Credete voi che in questo viaggio non voglia io avanzarmi un migliaio di scudi?

BRIGH.

Lo credo benissimo, e credo che meggio incontro de questo no podessi trovar. Ma digo, sior Ottavio, quella zovene vestia da omo elo negozio vostro, o del venezian?

OTT.

Tonino non l’ha nemmen da vedere. È cosa mia quella.

BRIGH.

Cossa penseu de farghene? In casa mia no voggio pastizzi.

OTT.

È una vedova, che ho da sposar quanto prima.

BRIGH.

Ela morta vostra muggier?

OTT.

Sì, è morta che saranno due mesi.

BRIGH.

Vardè ben quel che fe. Semo in t’un paese che ste cosse no le se passa cussì facilmente.

OTT.

Fidatevi di me, non dubitate. Vi farò veder tutto. Ora debbo andare col signor Tonino a fare una visita.

BRIGH.

Da chi?

OTT.

Dal signor Fabrizio del Mantice, mercante romano, presso di cui ho una di raccomandazione, per introdurlo in qualche luogo, affine di tenerlo divertito, acciò non si stufi, perché mi preme tirar di lungo colla mia direzione.

BRIGH.

El dise che el se vol maridar.

OTT.

Pensate voi, se quella è figura da dargli moglie. Lo tengo anch’io in isperanza di contentarlo, ma fin che posso, non me lo lascio sfuggire. Quando capita un boccon buono, è pazzo chi non se ne sa profittare. (parte)

BRIGH.

Nol podeva capitar in meggio man de quelle de sior Ottavio. Povero semplice! el me fa compassion. (parte)

 

 

 


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