Carlo Goldoni
L'amante di sé medesimo

ATTO SECONDO

SCENA OTTAVA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA OTTAVA

 

Il Commissario  e detti.

 

CON.

Oh signor commissario, di grazia, si contenti (s'alza)

Gli faccia i miei divoti sinceri complimenti:

A lei che tanto stimo, permetta che offerisca

Servitù senza fine, e ch'io lo riverisca.

COMM.

Signor, troppo mi onora, venendo in queste soglie

favorir la casa, a favorir mia moglie.

S'accomodi, la prego, la prego, signor mio.

CON.

Ella vuol star in piedi? (il Conte vuol prendere la sedia)

COMM.

Sederò un poco anch'io. (il Commissario la prende da sé, e siedono)

Cosa abbiamo di nuovo delle cose del mondo?

CON.

Io colle novità davver non mi confondo.

La novità che stimo, in questo felice,

È l'amicizia vostra.

MAD.

Oh signor, cosa dice?

Nostro onor che si degni venire in questi quarti.

COMM.

Da brava, commissaria, fate voi le mie parti.

CON.

Gentil moglie e marito. Dite, signor, vi prego,

È molto che godete l'onor di quest'impiego?

COMM.

Il triennio è vicino a terminar ben presto.

E non so dir poi dopo, se resto o se non resto.

Si aspetta il feudatario da noi, oggi o domani:

Vorrei mi confermasse; ciò sta nelle sue mani.

Ma ho dei nemici molti: con arte e con malizia

Hanno disseminato ch'io vendo la giustizia.

Ciò non è ver, credetelo. Non sono interessato;

Ma siamo malveduti da tutto il marchesato.

Mia moglie, ch'è la donna più amabile del mondo

L'invidiano, l'invidiano quei di Castel Rotondo.

Dicono i maldicenti quel che lor viene in bocca;

Ed è la mia rovina, se andarmene mi tocca.

Oggi o doman si aspetta il nostro feudatario.

Signor, non vorrei essere ardito e temerario:

Altri che voi non puote far che il signor Marchese

Voglia un altro triennio tenermi nel paese.

Vi prego, signor Conte, di questa grazia, e poi...

Signora commissaria, pregatelo anche voi. (da sé)

CON.

(Oh, son bene impicciato!) (da sé)

MAD.

Non ho merito alcuno...

CON.

Voi meritate molto.

COMM.

Signor Conte, io son uno (si alza)

Che non può lungamente parlare, e star seduto.

Mi raccomando, e basta. Vi abbraccio e vi saluto. (parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License