Carlo Goldoni
Il frappatore

ATTO SECONDO

SCENA QUARTA

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SCENA QUARTA

 

Eleonora, poi Arlecchino che torna.

 

ELEON.

Ma che sono mai questi uomini così volubili, così incostanti? Quando Ottavio mi prese, parea che delirasse d’amore. Ora mi odia, mi perseguita, mi aborrisce, e tutte gli sembrano vaghe, fuori della povera sua consorte.

ARL.

No ve l’oggio dito?

ELEON.

Che cosa?

ARL.

No la xe una zucca; el xe un ravano.

ELEON.

Non ti capisco.

ARL.

Son stà in quella camera. Invece de una donna femmena, ho trovà un omo maschio. Per veder se s’aveva scambià el forestier colla forestiera, ho domandà de sior Ottavio; el m’ha dito che el giera andà via in quel momento, che el giera stà con ello; onde se vede che ghavè le orecchie fodrae de persutto.

ELEON.

Fa una cosa, Arlecchino. Va da quel signore, e digli che favorisca di venir qui, che una giovane gli vuol parlare.

ARL.

No poderessi andar vu a trovarlo?

ELEON.

Se è un uomo, non mi conviene andare nella sua camera. Gli parlerò qui in sala.

ARL.

Mo andè , che una donna de garbo! (torna nella camera)

 

 

 


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