Carlo Goldoni
Il frappatore

ATTO TERZO

SCENA UNDICESIMA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA UNDICESIMA

 

Ottavio, il Servitore ed i suddetti.

 

OTT.

Che mi comandate, signore? (non vedendo il volto di Eleonora)

FABR.

Conoscete voi questa pellegrina?

OTT.

Oh! siete qui, sorella?

ELEON.

Sorella? Che sorella! Ho finto di esser tale una volta, per salvare la vostra e la mia riputazione. Son vostra moglie, pur troppo, per mia disgrazia; ed ora son qui venuta per salvare la vostra vita. Quell’altra che avete barbaramente ingannata, fingendo di volerla sposare, vi ha accusato alla Giustizia. I birri hanno cercato di voi alla locanda, ed io per carità sono venuta ad avvisarvi.

OTT.

Ah Beatrice indegna! (vuol andare nella camera, ove sta Beatrice)

FABR.

Fermatevi. In casa mia non si fanno rumori.

OTT.

E voi meritereste che vi ricompensassi, come mi suggerisce lo sdegno. (contro Eleonora)

FABR.

Zitto, dico. Rispettate la casa mia.

ELEON.

Son vostra moglie...

OTT.

Siete la mia rovina. I birri mi cercano. Dove potrò salvarmi? Se mi trovano, son perduto.

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License