Carlo Goldoni
Il giuocatore

ATTO PRIMO

SCENA DECIMA

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SCENA DECIMA

 

Beatrice mascherata, e detti.

 

BRIGH. Come! Un’altra maschera?

BEAT. Galantuomo.

BRIGH. Signora?

BEAT. Dov’è il signor Florindo?

BRIGH. Eccolo che el dorme.

BEAT. Non ha dormito la scorsa notte?

BRIGH. Oh, la se figura! L’ha studià tutta la notte.

BEAT. Come ha studiato?

BRIGH. Tutta la notte colle carte in man.

BEAT. E chi è quella maschera, che ora è partita da questa camera?

BRIGH. Mi no so gnente.

BEAT. Non sapete nulla? Mi maraviglio di voi, che tenete mano a questa sorta di contrabbandi.

BRIGH. Mi son un omo onorato, e quando la vol che ghe diga la verità, ghe la dirò, che no me ne importa un bezzo. Chi no vol che le se sappia, no le ha da far. Quella l’era una tal siora Rosaura Bisognosi, promessa co sior Florindo per muier.

BEAT. Promessa in moglie a Florindo?

BRIGH. Senz’altro; l’è cussì.

BEAT. (Ah traditore! Mi tiene nella speranza di sposarmi e poi m’inganna?) (da sé)

BRIGH. I me chiama. Bisogna che vaga; comandela andar ancor ella?

BEAT. Voglio parlar con Florindo.

BRIGH. Poverazzo! La lo lassa un poco dormir.

BEAT. Sì, lo lascierò dormire. Aspetterò che si svegli.

BRIGH. Se vien zente, no sta ben.

BEAT. Se verrà gente, me n’anderò.

BRIGH. No vorria che vegnisse sior Pantalon; anderò a veder, e se el vegnirà, l’avviserò. (parte)

 

 

 


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