Carlo Goldoni
Il giuocatore

ATTO SECONDO

SCENA OTTAVA

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SCENA OTTAVA

 

Florindo, Rosaura e Brighella; poi Colombina.

 

FLOR. Riverisco la signora Rosaura.

ROS. Ben venuto il mio caro Florindo. Mi avete fatto fare de’ cattivi giudizi.

FLOR. (Fortuna indegna!) (da sé) Eccomi, son qua da voi.

ROS. Mi parete turbato.

FLOR. Oibò, non è vero. (Povero me! Non ho più un soldo). (da sé)

BRIGH. (Come ela? L’ha zogà?) (piano a Florindo)

FLOR. (Pur troppo). (piano a Brighella)

ROS. Eppure vi vedo agitato. (a Florindo)

FLOR. Ho paura di vostro padre.

BRIGH. (Eli andadi tutti?) (piano a Florindo)

FLOR. (Sii maledetto, sarai contento). (piano a Brighella)

BRIGH. (L’è meio che vaga via, perché debotto no me posso tegnir). (parte)

ROS. Mio padre non viene per ora.

FLOR. No? Quando viene?

ROS. Dopo il mezzogiorno.

FLOR. (Gran sette, gran sette! Anche a puntare l’ho contrario). (ha un sette nascosto nelle mani)

ROS. Badate a parlar da voi solo, e non parlate con me.

FLOR. Eccomi da voi. Cara la mia Rosaura! (Cinque volte in faccia). (da sé)

ROS. Ditemi, avete voi parlato con mio padre?

FLOR. Sì.

ROS. Che cosa vi ha egli detto?

FLOR. Che... circa la dote ci aggiusteremo. Che per il tempo, faremo le cose con ordine... Gli abiti e le gioje mi pare... che... sì, dice che si faranno. (va stracciando con i denti una carta da giuoco)

ROS. Ma questo tempo quando sarà?

FLOR. Figuratevi... sarà... (Oh maladetto!) (da )

ROS. Tempo lungo?

FLOR. Oibò.

ROS. Corto?

FLOR. Sì.

ROS. In questo mese?

FLOR. (Questo mese ho perduto de’ bei danari). (da sé)

ROS. In questo mese?

FLOR. Sì, in questo mese.

ROS. Da qui a quanti giorni?

FLOR. (Oh che seccatura!) (da sé)

ROS. Da qui a sei o sette...

FLOR. O sette, o sette! Come c’entra il sette?

ROS. Via, non andate in collera. (arriva Colombina)

COL. Signora, è venuta vostra zia.

ROS. È sola?

COL. È col signor Pancrazio.

ROS. Già il suo vecchio non la lascia mai. Vorrei parlare a mia zia del nostro matrimonio; vorrei che le parlaste anche voi, ma quel vecchio mi soggezione.

FLOR. Anch’io avrei volontà di parlare colla signora Gandolfa. (Per vedere se le potessi cavare qualche cosa di mano. Non sarebbe la prima volta). (da sé)

ROS. Come dobbiamo fare?

FLOR. Il vecchio resta qui?

ROS. Alcune volte ci sta, alcune volte se ne va.

FLOR. Ritiriamoci, se vi contentate, e stiamo a vedere se parte presto.

ROS. Sì, ritiriamoci in quest’altro appartamento. Colombina, vieni con noi. (parte)

COL. Oh vengo, vengo, non vi lascio soli. Com’è andata? (a Florindo)

FLOR. Di che?

COL. Avete giuocato?

FLOR. Eh, lasciami stare.

COL. Va cinque, va sette. (parte)

FLOR. Venga la peste al sette. (parte)

 

 

 


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