Carlo Goldoni
Il giuocatore

ATTO SECONDO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Gandolfa e Pancrazio

 

GAND. In verità, signor Pancrazio, che questa mattina sto meglio.

PANC. Ah, che ne dite? Vi hanno fatto bene quelle pillolette?

GAND. Certo che mi hanno fatto bene, e dopo che le ho prese, non sento più quella doglia che mi tormentava questa coscia.

PANC. Anch’io con quelle pillole son guarito da tre o quattro mali.

GAND. E il vostro catarro come vi tratta la notte?

PANC. Non mi lascia dormire.

GAND. Oh ancor io, vedete, sto le ore intere senza potere chiuder un occhio; ho un affanno di petto, che mi sento morire.

PANC. Prendete le pillole.

GAND. Mi faranno bene?

PANC. E come! Hanno fatto bene anche a me.

GAND. La gotta vi tormenta più?

PANC. Ah, non vedete? Sono stroppiato. Non mi posso muovere.

GAND. Prendete le pillole.

PANC. Perché non vi andate a spogliare?

GAND. Sono un poco stanca, non posso salire le scale per andare nella mia camera; quando sarò riposata, anderò. Sediamo un pochino. (siedono)

PANC. Non so se oggi sia freddo, o se mi venga la febbre.

GAND. La febbre! Oh poverina me! Vi sentite male?

PANC. Ho un certo non so che per la vita...

GAND. Vedete? Dovevate prendere le pillole. Lasciate che senta, se siete freddo; no, no, mi pare che piuttosto siate caldetto.

PANC. Sì? Via, via, non sarà nulla.

GAND. In verità che siete caldo.

PANC. Sì, non ho ancora perduti i calori.

GAND. Nemmen io, vedete; ho i miei anni, ma mi conservo.

PANC. Mi parete quella di trent’anni sono.

GAND. E voi non diventate mai vecchio.

PANC. I capelli canuti li avevo di venticinque anni.

GAND. Ed io ho perduti i denti per causa delle flussioni.

PANC. Vi ricordate, eh? trent’anni sono?

GAND. Ah! Già trent’anni? chi ci poteva tener dietro?

PANC. Che ricreazioni, che divertimenti, che gustosi spassi ci siamo presi!

GAND. Vi ricordate? A tutte le feste, a tutti i teatri, noi eravamo i primi, e in que’ balletti nessuno ci poteva star a petto.

PANC. Oh, dove sono andati que’ tempi!

GAND. Eh, sebbene son vecchia, ancora di quando in quando il cuor mi brilla, e mi vien voglia di maritarmi.

PANC. Sentite, signora Gandolfa, io vi ho sempre voluto bene e sempre ve ne vorrò.

GAND. Caro il mio vecchietto, se non ci foste voi, io morirei.

PANC. Mi ricordo quanto mi avete fatto sospirare.

GAND. Sospirare? Per qual cagione?

PANC. Per gelosia.

GAND. E adesso siete più geloso?

PANC. E adesso.. Basta, se vedessi... Chi sa?

GAND. Ancora patite di questo male?

PAN. Ne patisco ancora.

GAND. Prendete le pillole, che guarirete.

PANC. Eh furbetta!

GAND. Oh! Io furba?

PANC. Carina! La grazia poi non l’avete mai perduta.

GAND. Dite davvero?

PANC. Sì, davvero.

GAND. Eh il mio vecchietto!

PANC. Oh la mia mamma!

GAND. Mi fate tornar giovine.

PANC. Oh dieci anni di meno!

 

 

 


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