Carlo Goldoni
La guerra

ATTO PRIMO

SCENA DECIMA   Caporale e detti

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SCENA DECIMA

 

Caporale e detti

 

CAPOR. Presto, signor alfiere. Tutti sono sull'armi, e il primo segno dell'assalto è già dato.

FAU. Donna Florida, addio. Permettetemi ch'io vi consegni il mio orologio, la mia tabacchiera, gli anelli, il mio danaro; se vivo, siatene depositaria; se muoio, disponetene come vi pare. Amatemi, s'io ne son degno, e sia di me quel che destinano i cieli. (parte col Caporale)

FLO. Oimè, fermatelo. (ad Aspasia)

ASP. Non vi è pericolo che s'arresti. Il tamburo ha l'abilità di far scordare ai soldati tutte le altre cose di questo mondo.

FLO. E perché ha egli lasciato qui questi arredi?

ASP. Perché se muore, ne disponiate voi a vostro piacere.

FLO. Ah no, non fia mai vero ch'io soffra la vista di questi oggetti cosí lugubri e funesti. Pur troppo sento nell'anima il fier dolore, senza che oggetti nuovi me lo risveglino. Povero don Faustino, infelice mio padre, ahi sventurata me piú di tutti! (parte)

ASP. S'ella non vuol questi mobili, li prenderò io. Ne sarò io la depositaria, e se muore l'alfiere, accetterò io, invece di donna Florida, il benefizio del militare suo testamento. (parte)


 

 

 


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