Carlo Goldoni
La guerra

ATTO SECONDO

SCENA TERZA   Il Conte Claudio Con alcuni Soldati, e detta

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SCENA TERZA

 

Il Conte Claudio Con alcuni Soldati, e detta

 

CON. Fanciulla, che cosa è stato?

LIS. Mi hanno rubato le ova; mi hanno rubato il formaggio. (piangendo)

CON. E chi sono stati i bricconi?

LIS. Due soldati.

CON. E dove sono?

LIS. Eccoli , que' due che vanno saltando. Hanno finto di volersi dare, ed ora ridono d'avermi gabbata. Mia madre mi griderà, poverina! (piangendo)

CON. Presto, inseguiteli ed arrestateli. (ai Soldati) Il Generale ha pubblicato il bando, pena la vita, che niuno ardisca nell'armistizio di usurpare nemmeno una spilla. Conduceteli al profosso, e saranno, come meritano, castigati. (ai Soldati che partono)

LIS. Ma io, poverina, non avrò piú le mie ova ed il mio formaggio. (piangendo)

CON. Via, acchetatevi; quanto vale la roba che vi hanno preso?

LIS. Quattro paoli. (piangendo)

CON. E per quattro paoli piangete?

LIS. Piango, perché mia madre mi griderà.

CON. Via, perché la mamma non gridi, perché piú non piangiate, eccovi i quattro paoli.

LIS. Sono poi veramente quattro paoli?

CON. Credete ch'io vi voglia ingannare?

LIS. Per dirvi la verità, ho paura, mi fido poco.

CON. Sono uffiziale; son galantuomo.

LIS. , vi credo, ma li voglio contare.

CON. Soddisfatevi pure. E bene, sono giusti?

LIS. E non mi volete dar niente per la paura che ho avuto?

CON. Oh, questo poi è un altro discorso. Vi è restato niente da vendere?

LIS. Ne sono restate queste poche frutta.

CON. Quanto ne volete?

LIS. Tre paoli.

CON. Bene: vi darò tre paoli.

LIS. Eccole qui.

CON. , ma portatele al mio quartiere.

LIS. Marameo! (espressione caricata per dir di no)

CON. Cosa vorreste dire?

LIS. Non ci vado io al quartiere d'un offiziale.

CON. E per qual ragione?

LIS. Non vorrei che mi succedesse quello che è succeduto a mia madre.

CON. E che cosa è accaduto a vostra madre?

LIS. Non lo so, non ci penso, e non ci voglio venire.

CON. Quand'è cosí, tenetevi le vostre frutta.

LIS. Voglio i tre paoli.

CON. Non vi voglio dar niente.

LIS. Guardate che bel tratto! Mi promette tre paolí, e non mi vuole dar niente. (piangendo)

CON. (Costei fa l'innocente, ma la credo furba come il demonio.) (da sé)

LIS. Mi avete detto di darmi tre paoli delle mie frutta; intendo di averle vendute. Eccole qui, se non me le volete pagar, non importa. (piangendo getta il cesto colle frutta per terra)

CON. Io non ricuso di darvi tre paoli, e sei, e dieci, e quanto volete, ma vorrei che foste piú buona.

LIS. Io non sono cattiva. (rasserenandosi)

CON. Che nome avete?

LIS. Lisetta.

CON. Avete madre?

LIS. Signor .

CON. Padre?

LIS. Poverino! mio padre è morto, ed è stata causa la guerra, che è morto. Ha tanto faticato a far legna per voi altri uffiziali, che è morto; e mi dovreste dare qualche cosa per mio padre che è morto. (piangendo)

CON. Via, vi darò tutto quel che volete; ma fatemi la finezza di tralasciare di piangere.

LIS. Che cosa mi darete, se io non piango?

CON. Vi darò uno scudo.

LIS. E se rido?

CON. Un zecchino.

LIS. Via dunque, datemi lo zecchinetto. (ridendo)

CON. Venite al quartiere.

LIS. Ecco qui, non si può credere a voi altri bugiardi.

CON. Lisetta. (accostandosi)

LIS. Lasciatemi stare.

CON. Eccovi un bel zecchino.

LIS. Per me? (ridendo)

CON. Per voi.

LIS. Me lo date? (ridendo)

CON. Se verrete al quartiere.

LIS. Maladetto sia quel quartiere.

 

 

 

 


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