Carlo Goldoni
La guerra

ATTO SECONDO

SCENA SESTA   Camera in casa del Commissario.   Donna Florida e donna Aspasia

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SCENA SESTA

 

Camera in casa del Commissario.

 

Donna Florida e donna Aspasia

 

ASP. Donna Florida, mi rallegro con voi.

FLO. , cara amica, sono consolatissima. Il cielo ha secondato i miei voti. Terminato è per ora il pericolo di mio padre, e non mi sento píú al cuore l'acerba pena che mi teneva angustiata.

ASP. Il motivo della vostra consolazione deriva soltanto dalla salvezza di vostro padre? Non v'interessa punto la salute di don Faustino?

FLO. No, mi sovviene con qual baldanza era disposto a contribuire all'eccidio del mio genitore. M'intenerí alcun poco, allorché lo vidi incamminarsi alla perdita della vita; ma ora ch'egli è fuor di pericolo, rifletto soltanto alla crudeltà con cui mi venne a ostentare in faccia il suo coraggio, la sua virtú, o piuttosto il suo fanatico desiderio di gloria.

ASP. Se aveste pratica del militare, non parlereste cosí. Gli ufficiali vanno alla battaglia, come si va al festino, alle nozze; e dicono per proverbio: o un bel vincere, o un bel morire.

FLO. , ne son persuasa; ma in faccia mia non doveva mostrarsi indifferente a tal segno. Doveva almeno dissimulare.

ASP. Don Faustino è sincero. Dovreste anzi aver di lui maggior stima, per una bella sincerità.

FLO. L'amor che avete per la milizia, vi fa essere avvocata de' militari. Io non penso come voi pensate. Don Faustino ha un esterno amabile, ma chiude in seno un animo, che è feroce. L'amai non conoscendolo, ora mi fa spavento l'amarlo, e temer posso che la ferocia de' suoi pensieri renda barbaro l'amore istesso, e possa un giorno ricompensare la mia tenerezza con aspri modi e con militare fierezza.

ASP. Può essere, se lo rivedete, che non parliate cosí.

FLO. Può essere, ma non lo credo.

ASP. Io so di certo, ch'egli vi ama davvero.

FLO. Guardate la bella prova d'amore. Si è egli curato di venir subito a rivedermi?

ASP. Convien sapere, se ha potuto ancor liberarsi dall'obbligo delle sue funzioni.

FLO. Eh, dite piuttosto ch'ei di me non si cura.

ASP. A quel ch'io sento, voi avete un'estrema curiosità di vederlo.

FLO. , è vero. Ho curiosità di vedere se pena, se si rammarica, per non aver riportata quella vittoria che dovea costarmi le lagrime, e fors'anco la vita.

ASP. Eccolo, eccolo, potrete or soddisfarvi. Addio, donna Florida.

FLO. Dove andate?

ASP. Ho un affar di premura. E poi ho piacere di lasciarvi in libertà. Non vorrei che per soggezione di me voleste sostenere la massima concepita. Ci rivedremo fra poco, e mi lusingo di ritrovarvi cangiata. Oh amica, amore sa far delle cose belle. (parte)

FLO. Amor può far tutto, ma non potrà mai persuadermi ad amare un oggetto che preferisce il pericolo alla tranquillità, e che rinunziò alle tenerezze di un cuore amante, per la barbara compiacenza di una sanguinosa vittoria.

 

 

 


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