Carlo Goldoni
La guerra

ATTO SECONDO

SCENA SETTIMA   Donna Florida e don Faustino

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA SETTIMA

 

Donna Florida e don Faustino

 

FAU. Ah donna Florida, eccomi a voi dinanzi, eccomi pieno di giubbilo e di contento nel rivedervi lieta e felice. Il cielo ha secondato i miei voti. Siete libera dallo spavento, non vi vedrò piú in aria mesta, piangente. Libero sarà vostro padre. La tregua è certa, la pace è vicina; il suono lugubre in liete armonie si converte. Le spade pendono oziose al fianco; son cessati i pericoli, le ostilità, le carnificine. Respirate, mia cara, colla dolce lusinga di presto abbracciare il valoroso eroe vostro padre, e se qualche scintilla d'amore per me provate, consolatevi di rivedermi e vivo, e sano, fuor di necessità di combattere, non piú vostro nemico, ma vostro servo, e permettetemi il dirlo, vostro fedele, svisceratissimo amante. (sempre con aria di allegria)

FLO. (Questa inaspettata sua contentezza mi sorprende, mi ammutolisce). (da sé)

FAU. Ma come? mal rispondete al sincero giubbilo del mio cuore? Non vale la felicità che vi si presenta a rasserenare l'afflitto animo vostro?

FLO. Don Faustino, compatitemi, non vi capisco.

FAU. E donde nasce la difficoltà di capirmi?

FLO. Non siete voi quello che, poco fa, ilare, animoso e contento, si disponeva a combattere, ad assalire la piazza e ad affrontarsi col medesimo mio genitore?

FAU. , son quel desso.

FLO. Ed ora, come potete voi ostentare la stessa ilarità ed allegrezza in un evento affatto contrario? Come vi può esser cara la pace, se eravate per la battaglia anelante, e come compiacervi potete di essere amico con quegli stessi di cui desideraste poc'anzi la perdita, l'esterminio, la morte?

FAU. S'io fossi piú filosofo che soldato, rendervi potrei ragione del modo con cui in un medesimo cuore per due contrarie ragioni può succedere l'una all'altra allegrezza. Alcuni principii di naturale filosofia sono per altro comuni a tutti, onde permettetemi ch'io vi dica, che i piaceri ed i dispiaceri vengono da noi concepiti secondo la disposizione dell'animo, e questa ora è mossa dall'affetto, or dal dovere, ed ora dalla necessità. Quindi avviene, che lasciandosi l'uomo regolar dall'affetto, concepisce e desidera un bene; poi, riflettendo al dovere, ne brama un altro, e la necessità, talvolta, dell'animo intieramente dispone. Ognuna di queste cause moventi è capace di occupar tutto l'uomo, ed è assai meglio abbandonarsi ad una immagine sola, che soffrire l'interna pugna delle irresolute passioni. Capite ora, perché fui lieto nell'adempimento del mio ministero, perché or son lieto nel contentamento della inclinazione che a voi mi lega, e compatendo quel giubbilo che mi conduceva alla gloria, gradite or la letizia che al vostro piè mi conduce. (inginocchiandosi)

FLO. , adorabile cavaliere. Ammiro il vostro talento, applaudisco al vostro valore e mi compiaccio dell'amor vostro. Compatite, se dubitai vanamente della sincerità de' vostri teneri affetti, ed attribuite l'inganno a corta mente e ad inesperienza di mondo.

FAU. Anzi la dubbietà ragionevole del vostro cuore giustifica la premura che di me avete, e lungi dal lamentarmene vi ringrazio, o mia cara, di una segnalata bontà.

FLO. Ma quando poss'io sperare di rivedere il mio genitore?

FAU. Ciò non so dirvi precisamente. Spedito fu don Ferdinando dal Generale a interpellare la sua intenzione. Se trovasi in necessità di doversi arrendere, si proporranno i capitoli della resa e quanto prima potrete essere consolata.

FLO. Speriamo che sia terminata la guerra?

FAU. , certo; si hanno fondamenti per credere che non sia lontana la pace.

FLO. Deh non ritardi quel momento per me felice, in cui possa gettarmi a' piedi del caro mio genitore e chiedergli in dono la permission di potervi amare.

FAU. E s'egli ve lo negasse, lasciereste perciò d'amarmi?

FLO. So quanto amore ha per me, e mi lusingo a ragione della sua pietosa condiscendenza.

FAU. Ma se mai l'avversione concepita contro di noi, che componiamo un'armata nemica, lo stimolasse a negarvi la grazia, che fareste voi in simil caso?

FLO. Morirei di dolore; ma prendendo l'esempio dalla vostra istessa virtú, anteporrei il dovere all'amore, e studierei di obbedire al padre con quella stessa costanza con cui sareste voi disposto ad assalirlo sulle mura nemiche.

FAU. , donna Florida, con tai sentimenti piucché mai mi piacete. È troppo vile quella passione che può soffrire il rossore, ed è l'amor virtuoso la vera consolazione delle anime delicate.

FLO. Il mio cuore per altro desidera trovar il padre a' suoi desideri secondo.

FAU. Non cede l'animo mio alle premure del vostro, e vo cogl'interni voti sollecitando il mio bene.

FLO. Or piú che mai desidero di rivedere il padre.

FAU. Or piú che mai desidero la conclusion della pace.

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License