Carlo Goldoni
La guerra

ATTO TERZO

SCENA SESTA   Don Cirillo e detti

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SCENA SESTA

 

Don Cirillo e detti

 

CIR. Animo, fratelli, coraggio. I guastatori lavorano. Gli artiglieri son pronti. Le scale son preparate. Si raccoglie l'esercito, ed a momenti si darà l'assalto.

ASP. Zitto, don Cirillo, che fate morire questo povero uffizialetto.

CIR. Ehi, l'ho veduta l'amica. (a Faustino)

FAU. Voi non dovete entrare ne' fatti miei. Ci siete entrato altre volte, ed a suo tempo me ne farò render conto.

CIR. , quando volete. Pistola, e non ho paura. Uno e un due. Mi ricorderò anche di voi, signor Conte.

CON. , quando volete. Ora voglio che siamo amici, e che confortiamo d'accordo questo povero appassionato.

FAU. Non provocate la mia sofferenza.

CIR. Che diavolo volete che dica di voi l'armata? Siete innamorato? buon viaggio. Non vi saranno altre donne al mondo? Noi altri militari ne ritroviamo per tutto.

 

L'amore del soldà

Non dura neanche un'ora.

Per tutto dove va

Si trova una signora

Lara lara lara lan . (cantando e saltuzzando)

 

FAU. Questa è un'impertinenza. (a Cirillo)

(Suona il tamburo)

CON. All'assalto, all'assalto. (corre via)

FAU. Alla morte, alla morte. (corre via)

CIR. Alla guerra, alla guerra. (saltando via)

 

 

 


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