Carlo Goldoni
La guerra

ATTO TERZO

SCENA ULTIMA   Don Egidio, donna Florida, don Faustino, Soldati ecc, Rispondono le trombe del campo, poi i tamburi

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SCENA ULTIMA

 

Don Egidio, donna Florida, don Faustino, Soldati ecc,

Rispondono le trombe del campo, poi i tamburi.

 

EGI. Signore, godo di nuovamente vedervi, e potervi essere amico. (a Sigismondo)

SIG. Ammiro sempre piú il vostro coraggio, e mi è cara la vostra amicizia. (a Egidio)

EGI. presento mia figlia.

SIG. Mi congratulo seco lei di un genitore valoroso.

EGI. E vi presento in essa, quando l'autorità vostra il consenta, la sposa di don Faustino.

FAU. Signore, spero che mi renderete giustizia, per la parte del mio coraggio e del mio dovere. Una maggior prova ne sia aver intrepido assalite codeste mura, dove chiudevasi l'amor mio: quel cuore medesimo che affrontò coraggioso i perigli di Marte, non ha potuto difendersi dal seduttore Cupido, e se con gloria ho terminato la guerra, spero non poter esser rimproverato, se mi abbandono alla mia passione.

SIG. , gli amori onesti non sono indegni di un eroe militare. La sposa che vi eleggeste, è figlia di un prode guerriero che onora le vostre nozze, ed io volentieri colla mia autorità vi concorro.

FAU. Grazie alla vostra bontà.

FLO. Ringrazio anch'io l'amorosa condiscendenza di un Generale pio, valoroso e cortese. Chiedo perdono al padre d'aver arbitrato senza di lui del mio cuore, e impegno alla loro presenza al mio caro sposo la mano.

CIR. Viva l'amore, viva la pace. (saltando)

FAU. Don Cirillo, siamo amici o nemici?

CIR. Amici, amici con voi, col Conte, con tutto il mondo: viva la pace, viva l'amore.

CON. Caro don Faustino, mi rallegro con voi; a quartier d'inverno mi permetterete ch'io sia della vostra partita?

FAU. , della mia, ma non di quella di mia consorte.

FLO. Né io voglio piú trattar militari.

ASP. Donna Florida, mi consolo, saremo amiche.

FAU. A proposito. Favorite poi di rendermi le cose mie. (ad Aspasia)

ASP. Sì, , ve le renderò. (Credeva se le fosse dimenticate). (da sé)

SIG. Andiamo al quartiere. Colà, sposi felici, si concluderanno le vostre nozze.

FLO. , andiamo pure giacché, per grazia del cielo, trionfa la pace ed è terminata la guerra. Signori miei benignissimi, che con tanta bontà soffriste la rappresentazion della Guerra, deggio pria ringraziarvi umilmente di tutto cuore, indi vi ho da fare una scusa. L'autore di questa commedia si è scordata una picciola cosa. Si è scordato di dire di qual nazione fossero i combattenti, e il nome della piazza battuta. Noi commedianti non possiamo dirlo, senza suo ordine; ma dirò bensí, che poco piú, poco meno, tutte le nazioni d'Europa guerreggiano ad una maniera, e sono tutte forti, valorose, intrepide e gloriose; ed auguriamo a tutti la pace, siccome a voi, umanissimi spettatori, preghiamo dal cielo la continuazione di quella tranquillità, che è frutto di sapere, di prudenza e di perfetta moderazione.

 

Fine della Commedia

 

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