Carlo Goldoni
La donna di testa debole

ATTO PRIMO

SCENA DECIMA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA DECIMA

 

Paggio e detti.

 

PAGG.Signora.

VIO. Che vuoi?

PAGG.Il signor don Fausto vorrebbe riverirla.

VIO. Venga pure, è padrone.

PAGG.(A che serve ch'io faccia le imbasciate? Qui non si dice di no a nessuno). (da sé, e parte)

ROB. Signora, con vostra buona licenza.

VIO. Volete partire?

ROB. Don Fausto, per dirvela, è un uomo melanconico, che non mi piace; non so come il vostro brio, il vostro spirito, lo sopporti.

VIO. È vero, è patetichino; ma è di buon cuore.

GIS. Il cuore delle persone, signora mia, non si conoscefacilmente. Questi uomini tetri non hanno il cuore sincero.

VIO. Sinora non ho avuta occasione di diffidare di lui.

GIS. Lo proverete. Servitor divotissimo.

VIO. Anche voi mi lasciate?

GIS. Parto qui coll'amico.

VIO. Favoritemi quel pezzo di carta. (a don Roberto)

ROB. Non volete lasciarmi una cosa così preziosa? Permettete ch'io ne possa estrarre una copia. Vi manderò questa per Traccagnino mio servitore.

VIO. Servitevi come vi aggrada. Già ho meco l'originale. Ma i miei versi non hanno merito.

GIS. Meritano di essere scritti a caratteri d'oro.

VIO. Voi mi burlate.

GIS. Vi parlo con il cuor sulle labbra. Permettetemi. (le bacia la mano)

ROB. Oggi, oggi verremo da voi a far le quattr'ore di conversazione. Questi momenti non li contiamo.

VIO. Caro don Roberto, il vostro brio mi consola.

ROB. Sono a' vostri comandi, madama. (le bacia la mano)

GIS. Madama. (partono)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License