Carlo Goldoni
La donna di testa debole

ATTO TERZO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Dottor Balanzoni e detti.

 

DOTT. È qua il signor Pantalone? (di dentro)

PANT. Oh, el xe lu da galantomo; el vien a tempo. La resta servida, sior Dottor.

DOTT. Signor Pantalone riveritissimo, sono stato prevenuto da una sua imbasciata, nel tempo istesso che venivo per riverirla.

PANT. Scusè se v'ho incomodà...

DOTT. Fo umilissima riverenza alla signora donna Violante.

VIO. La riverisco. (sostenuta)

PANT. Scusè se v'ho incomodà. Me premeva de saver...

DOTT. L'esito della causa?

PANT. La xe donca spedia la causa?

DOTT. Certo, la causa è spedita, e l'abbiamo guadagnata; e la parte avversaria è stata condannata in tutte le spese.

PANT. Oe, cossa disela, siora donna Violante?

VIO. Oimè! temo che il signor Dottore ci voglia mascherare la verità.

DOTT. Come? Un affronto di questa sorta ad un uomo della mia qualità?

VIO. Ma non è questa la sentenza?...

DOTT. Il dottor Balanzoni è un uomo cognito ed esperimentato. (levando a donna Violante la sentenza, legge forte) Nos, et in causa vertenti etc. (barbotta) In tutti i tribunali si parla di me con stima, con rispetto e venerazione. Dicimus, pronunciamus etc. (come sopra) In tanti anni ch'esercito l'onoratissima carica dell'avvocato, ho sempre sostenuto il decoro della mia illibatissima professione.

VIO. Signor Dottore, lasciate parlare a me...

DOTT. Prima di parlare, bisogna pensare a quel che si dice.

PANT. Ve dirò con qual fondamento...

DOTT. Il fondamento della causa l'ho conosciuto. (come sopra) La causa è vinta, la sentenza è data. La copia è questa: leggetela, consolatevi, e del Dottore pensate bene, parlate bene e preparatevi di pagarlo ancora bene.

PANT. Cossa dìsela, siora donna Violante?

VIO. Questa sentenza ci torto, o ci ragione? (al Dottore)

DOTT. In che linguaggio l'ho da dire? Ci ragione, abbiamo guadagnato.

PANT. Séntela, siora donna Violante?

VIO. Ma non dice: Domina Violante de Bisognosi partem adversam condemnando?

DOTT. Signora no, non dice così. Se confonderemo i termini, se romperemo il senso, e se stroppieremo le parole in questa maniera, so ancor io che la sentenza avrà un altro significato; ma a leggerla come si deve, dice così: Sententiamus, pronuntiamus etc. iuxta petita a domina Violante de Bisognosi, partem adversam condemnando in totum et in expensis etc. che vuol dire: sentenziamo, pronunciamo, a tenore della domanda di donna Violante de' Bisognosi, condannando la parte avversaria in tutto ecc. e nelle spese.

VIO. Don Pirolino non la intendeva così.

DOTT. È un asino. Prenda la sua sentenza, la faccia leggere a chi la intende, e non ad un babbano, ad un ignorantaccio, che in materia di studio e di sapere est tanquam tabula rasa. E se vossignoria gli attenderà, la farà impazzire. Io sono un uomo di onore: suo nepote è un buffone; e mi perdoni, vossignoria può dire unicamente per sua scusa: per verbum nescio solvitur omnis quaestio. (parte)

 

 

 


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