Carlo Goldoni
La donna di testa debole

ATTO TERZO

SCENA QUATTORDICESIMA

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SCENA QUATTORDICESIMA

 

Don Fausto, Argentina e detti.

 

ARG. Ecco il signor don Fausto.

VIO. Ahimè! siete voi ferito?

FAU. Niente, signora, niente. La mano è fasciata, guarita la ferita; e sarò presto in grado di attaccar nuovamente chi ha l'ardir d'insultarvi.

VIO. Sì, questi sono due menzogneri, i quali nella presente mia disgrazia si burlano indegnamente di me.

FAU. Ho piacere che li abbiate finalmente conosciuti. (Don Roberto e don Gismondo parlano tra di loro. Il medesimo fanno donna Elvira e donna Aurelia)

VIO. Ma caro don Fausto, giacché avete tanta bontà per me, mortificateli questi impostori, e dandomi in presenza loro la mano, scenda Venere pronuba sopra di noi; e Amore ed Imeneo congiungano le nostre destre ed i nostri cori.

FAU. (Eccola allo stile usato). (da sé) Signora, perdonatemi, se in tali massime continuate, io non vi sposerò certamente. (don Roberto e don Gismondo ridono)

VIO. Ma, don Fausto, voi vi siete impegnato meco con un viglietto...

FAU. Ricordatevi delle ultime righe di quel viglietto.

VIO. Per dirla... non le ho lette; erano coperte di sangue: né Argentina, né io le abbiamo potute leggere.

FAU. Che avete fatto di quella carta?

VIO. Eccola. (gli la carta)

FAU. Favorite: terminerò di leggerla io. Ecco, così diceva: Se la mia mano può rimediare alle vostre disavventure, ve la esibisco di cuore.

VIO. Fin qui abbiamo letto.

FAU. Sentite il resto: Con questo patto però, che abbandonando affatto quel falso amore che concepito avete alle lettere sotto il peggior maestro del mondo, torniate qual eravate un tempo, saggia, moderata e prudente.

VIO. Questa condizione ingiuriosa per una donna della mia sorta, mi fa credere che non mi amiate. Date qui questo indiscreto viglietto, vo' lacerarlo. Se avessi lette queste ultime righe, se non fossero tanto coperte da questo sangue... (Ma questo sangue l'ha sparso pure don Fausto per amor mio. Qual segno maggiore poteva darmi d'affetto, oltre quello d'arrischiare per me la vita? E se mi ama davvero, e in me condanna quest'amor per le lettere, quasi quasi m'indurrei a credere d'ingannarmi). (da sé)

FAU. E bene, che risolvete, donna Violante?

VIO. Lasciatemi pensare per un momento.

 

 

 


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