Carlo Goldoni
L'impostore

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

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ATTO PRIMO

 

SCENA PRIMA

 

Luogo campestre con osteria.

 

Brighella in divisa militare, con bastone e schioppo da sargente, alla testa di alcuni soldati ch'egli fa marciare con ordine, e dopo aver loro comandato alcuni piccioli movimenti, li fa schierare in fondo alla scena, e riposare sull'armi. Orazio da un lato sta osservando l'operazion di Brighella, dopo di che questi si accosta ad Orazio, parlando fra di loro, in distanza tale da non essere intesi dai soldati.

 

ORAZ. Bravo, signor sargente. (ironico)

BRIGH. Grazie umilissime all'onor che me fa l'illustrissimo signor capitano, (anch'egli con ironia)

ORAZ. In confidenza. A questi nostri soldati che cosa daremo da mangiare e da bere?

BRIGH. Per darghe da bever ghe penso mi; basta che vussioria ghe daga da magnar.

ORAZ. Anche il bevere non è poco. Hai tu qualche buona cantina a tua disposizione?

BRIGH. Qua poco lontan gh'è un pozzo d'acqua fresca, dolce, che la consola.

ORAZ. Eh, barzellette! pensa tu se costoro vogliono acqua.

BRIGH. El so mi cossa che i vorria.

ORAZ. Che cosa vorrebbono?

BRIGH. I vorria la so paga.

ORAZ. La darei loro ben volentieri, se non avessi una piccola difficoltà.

BRIGH. Che vol dir?

ORAZ. Che non ho denari.

BRIGH. Fin adesso, car el mi caro sior Orazio, sta nostra invenzion la va poco ben. Vu ve finzì capitanio, a mi m'avì sta bella carica de sargente, se va fazendo dei omeni senza fondamento, no ghdenari da mantegnirli, e no so véder el fin de sta vostra bella condotta.

ORAZ. Caro Brighella, non lo vedi il fine? Sei pure un uomo di spirito. Non arrivi a capire la mia politica, la mia direzione? Eccola qui, chiara, patente; la deposito nel tuo bel cuore, cuore veramente da eroe.

BRIGH. Sior sì, semo do eroi, tutti do dell'istessa taia.

ORAZ. Tu sai ch'io sono fuggito di casa mia.

BRIGH. Sior sì, e che avì portà via a voster pader domile scudi.

ORAZ. Questi sono già andati, non se ne parla più. Sai che, trovandomi senza denaro, mi son fatto soldato.

BRIGH. E dopo tre mesi avì desertà vu, e m'avì fatto desertar anca mi.

ORAZ. Abbiamo dimostrato il nostro valore.

BRIGH. El nostro valor?

ORAZ. Ti par poco saltar dalle mura?

BRIGH. Certo no l'è poco rischiar de romperse el collo.

ORAZ. Basta, siamo qui in questa terra dove mi credono un capitano, e si van facendo delle reclute.

BRIGH. Da cossa far mo de ste reclute?

ORAZ. Povero sciocco! negozio, mercanzia, guadagno.

BRIGH. Ma come?

ORAZ. Se andiamo a offrir costoro ad un reggimento che ne abbia bisogno, non ci danno almeno d'ingaggio due o tre zecchini per uomo?

BRIGH. Adesso intendo: mercanzia de carne umana.

ORAZ. Oh bella! È una carità che noi facciamo a costoro; levarli dalla fatica della campagna, e insegnar loro l'onorato mestier del soldato.

BRIGH. Ma a nu no i ne costa gnente.

ORAZ. Tanto meglio per noi. Questo si chiama un mercanteggiar senza rischio.

BRIGH. El se chiama piuttosto...

ORAZ. Si chiama, che bisogna pensare a dar da mangiare a costoro.

BRIGH. E in te l'istesso tempo penseremo el modo de magnar anca nu.

ORAZ. A me non ne manca, caro amico. Evvi un Dottore, che colla speranza d'esser auditore del supposto reggimento, mi la tavola quando voglio.

BRIGH. Ma, e mi?

ORAZ. E tu mangerai coi soldati.

BRIGH. Dove? Quando?

ORAZ. Il buon uomo che sei! Qui, ora, quando vuoi. Conosci tu il padrone di questa osteria?

BRIGH. El conosso, l'è missier Arlecchin Battocchio, un pochetto me paesan.

ORAZ. Non ti l'animo di persuaderlo con buona maniera, che dia da mangiare a te e a questa povera gente?

BRIGH. Senza denari?

ORAZ. Senza denari.

BRIGH. Con che pretesto?

ORAZ. Sulla parola del capitano.

BRIGH. E poi?

ORAZ. E poi ci penso io.

BRIGH. Sior Orazio...

ORAZ. Che c'è?

BRIGH. Avemo saltà le mura: no vorave che i ne fasse saltar da tre legni.

ORAZ. Eh! sciocco! Si pagherà.

BRIGH. Se pagherà?

ORAZ. O si pagherà, o non si pagherà.

BRIGH. Eh, qua no ghè gnente in contrario: o sì, o no.

ORAZ. Dov'è il tuo spirito? Dov'è la tua prontezza, la tua disinvoltura?

BRIGH. Cospetto del diavolo, quando po se gh'avemo da metter da bon son po omo capace de far le cosse come le va fatte.

ORAZ. Animo, fatti onore.

BRIGH. Chiamo l'Oste, e stè a véder come che se fa.

ORAZ. Chiamalo; portati bene, ch'io vado intanto a ritrovare quel buon mercante, che si è persuaso di fidarmi il vestiario.

BRIGH. Chi? el sior Pantalon dei Bisognosi?

ORAZ. Sì, egli stesso per l'appunto.

BRIGH. E l'è cussì semplice? Per esser venezian, me par assae.

ORAZ. Semplice? Se ho le mie patenti sottoscritte, e sigillate, e riconosciute.

BRIGH. Gran bella man da imitar i caratteri!

ORAZ. Zitto.

BRIGH. Non parlo.

ORAZ. Portati bene; tutti gli acquisti nostri si divideranno fra di noi per metà.

BRIGH. Tutti?

ORAZ. Sì, tutti: fuori d'una cosa sola.

BRIGH. Chi l'è mo?

ORAZ. La figliuola del signor Pantalone, che sarà mia consorte.

BRIGH. Anca de più?

ORAZ. Sicuramente. Non è piacevole il mestiere di Marte, se onestamente non vi s'interessa qualche graziosa Venere. (parte)

 

 


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