Carlo Goldoni
L'impostore

ATTO PRIMO

SCENA TREDICESIMA

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SCENA TREDICESIMA

 

Ottavio ed Orazio.

 

ORAZ. (Questo sciocco mi ha quasi posto in un brutto impegno). (da sé)

OTT. (Costui l'ho per un impostore; e non vi è pericolo che gli creda). (da sé)

ORAZ. È un peccato che in una famiglia d'uomini saggi, come la vostra, siavi un giovane di sì poco spirito.

OTT. Disgrazia per lui, e disgrazia per tutti noi.

ORAZ. Si può sentir di peggio? Andar dicendo che io voglio parlare alla vostra signora sorella!

OTT. Saprete bene, che alle figlie onorate non si parlafacilmente.

ORAZ. Lo so, signore, e voi sarete ben persuaso, che io sono un offiziale d'onore.

OTT. Formate un reggimento nuovo, non è vero, signore?

ORAZ. Verissimo; ed il vostro signor padre ne è pienamente informato.

OTT. L'esercizio che fate fare a' vostri soldati, con qual sistema lo regolate?

ORAZ. L'esercizio militare ognuno sa che cos'è.

OTT. Ma non tutti lo fanno nella stessa maniera.

ORAZ. È verissimo. (Non vorrei che costui m'imbrogliasse). (da sé)

OTT. Il vostro è alla francese, o alla prussiana?

ORAZ. Alla prussiana: esercizio moderno.

OTT. In fatti è il più difficile, ma il più sicuro. In collegio, per una specie di divertimento, c'insegnavano qualche cosa di militare. Favorite in grazia, per mio lume, che differenza ci è fra l'esercizio francese e l'esercizio prussiano?

ORAZ. Oh, molta differenza, molta.

ORAZ. Ma pure?

ORAZ. Perdonate. Troppo lunga sarebbe una tal descrizione; e poi, chi non è del mestiere, non può intendere così presto la differenza.

OTT. Per esempio, in quanti tempi alla prussiana si fa un movimento?

ORAZ. Un movimento! Questo non è un termine che da noi si usi.

OTT. Mi spiegherò. In quanti tempi alla prussiana si presentan l'armi?

ORAZ. (Diavolo!) (da sé) Bisogna vedere in che situazione si trova il soldato.

OTT. Per esempio: ha l'arme in spalla; in quanti tempi fa egli la presentazione?

ORAZ. Oh, oh, la presentazione! Che termine ridicolo! Perdonatemi: voi non sapete niente.

OTT. Ho dubbio che voi ne sappiate meno di me.

ORAZ. Verrò a scuola da voi, signore.

OTT. Sarei capace di darvela.

ORAZ. Capace di dare lezione a me? Vi compatisco, perché siete figliuolo del signor . Non sapete voi che io ho comandato l'esercizio a tre e quattromila uomini a fuoco vivo, alla presenza de' generali, marescialli e de' potentati?

OTT. Sì, lo credo. Favoritemi dire come formisi il centro vuoto.

ORAZ. Sì, bravo; il centro vuoto.

OTT. Il battaglione carrè, come va comandato?

ORAZ. Orsù, giacché vedo che avete dei buoni principii, del genio e della disposizione, verrò in ora più comoda ad istruirvi, e in poco tempo m'impegno di mettervi in istato di comandare un esercito.

OTT. Ma intanto rispondetemi a quello ch'io vi domando.

ORAZ. Ecco qui un mio sargente. Questa sorta di freddure si domandano a lui, non ad un uffiziale della mia qualità.

 

 


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