Carlo Goldoni
L'impostore

ATTO SECONDO

SCENA SEDICESIMA

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SCENA SEDICESIMA

 

Fabio e detti.

 

FAB. Schiavo, signori.

RID. (Si calza il cappello in testa, e non risponde)

ORAZ. Padrone mio; vi riverisco divotamente.

FAB. Con voi, signore, ho bisogno di ragionare. (ad Orazio)

ORAZ. Eccomi qui, disposto ad ascoltarvi, ed a servirvi se occorre.

RID. (Questa sua dissimulazione mi pare troppa viltà) (da sé)

FAB. Mi conoscete voi? (ad Orazio)

ORAZ. Non ho l'onor di conoscervi.

RID. Non lo sapete chi è? Fabio Cetronelli, vostro rivale in amore; ardito, pretendente...

ORAZ. Zitto, quietatevi, signor Ridolfo.

FAB. Per ora non rispondo ad un fanatico che m'insulta; a voi mi volgo, signore, e dicovi, qualunque siate, che il signor Pantalone de' Bisognosi ha promessa a me la sua figlia, e che ora mancami di parola, perché posto in soggezione da voi; però, se siete uomo d'onore, conoscete la giustizia che a me si deve, e non ponete ostacolo al conseguimento di quella felicità, che mi son procurata con tre anni continui di servitù.

RID. Voi pretendete invano...

ORAZ. State zitto, vi prego. (a Ridolfo) Con tre anni di servitù vi siete acquistata una bella felicità! Bel conto che fa di voi la signora Costanza! Se io l'amo, egli perché da essa fui invitato ad amare; che però, avendo voi gettate invano le lagrime di tre anni, v'insegni la prudenza a non procacciarvi un malanno.

FAB. La maniera con cui mi rispondete, è ingiuriosa a me non solo, ma alla mia bella ancora; tant'è, signor capitano, se siete un uomo d'onore, me ne avete da render conto; sendo io sicuro che la vostra onestà non lascierà prevalervi della soverchieria.

ORAZ. Di ciò potete esser certo...

RID. Io prenderò le parti del signor capitano...

ORAZ. Ma frenatevi, per carità. (Non dubitare, che ti darò gusto). (da sé)

FAB. Fra voi e me ci sarà tempo di disputare, qualche altro articolo (a Ridolfo) Per ora si contenti di meco battersi il signor capitano.

ORAZ. Eleggete il luogo.

FAB. Eccolo. Questo è opportuno.

ORAZ. Bastavi a primo sangue?

FAB. Non limita il mio sdegno la sua vendetta. (pone mano alla spada)

ORAZ. (Brighella non sarà lontano). (pone mano anch'egli)

FAB. Posso assicurarmi di un mio nemico che resta qui ? (ad Orazio, additando Ridolfo)

ORAZ. Egli è un uomo d'onore.

RID. Sono un uffiziale onorato.

FAB. Andiamo dunque. (si pone in guardia)

ORAZ. Andiamo. (si battono qualche poco)

 

 


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