Carlo Goldoni
L'impostore

ATTO SECONDO

SCENA DICIASSETTESIMA

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SCENA DICIASSETTESIMA

 

Brighella e detti.

 

BRIGH. Lustrissimo. (ad Orazio)

ORAZ. Permettetemi. (a Fabio, abbassando la punta e ritirandosi) Che c'è di nuovo?

BRIGH. Un corrier espresso, spedido dalla Corte, deve comunicar affari de sommo rimarco con vussustrissima.

ORAZ. Traspiraste nulla di quel che porta il corriere?

BRIGH. El gh'ha patenti, denari, ordini e commissioni, e fra le altre cose, le bandiere del reggimento.

RID. Le bandiere del reggimento?

ORAZ. Le bandiere? (si cava il cappello) Signore, il mio dovere mi chiama a baciare gli stendardi mandatimi dal mio sovrano. (a Fabio)

FAB. Che stendardi? Dovete battervi meco.

RID. Son qua io per lui. Andate, amico, a sviluppar le patenti? (ad Orazio) Meco battetevi, se avete volontà di morire. (a Fabio)

FAB. Con esso lui il mio sdegno...

ORAZ. Battetevi con Ridolfo, egli è un altro me stesso. (parte)

FAB. Giuro al cielo... (vuol seguirlo)

BRIGH. Alto , signor. La porta rispetto ai colonnelli de sta qualità. (lo ferma, indi parte)

 

 


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