Carlo Goldoni
La famiglia dell’antiquario

ATTO PRIMO

Scena Diciottesima. Il Conte Anselmo, poi Pantalone

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Scena Diciottesima. Il Conte Anselmo, poi Pantalone

 

ANSELMO Gran fortuna è stata la mia! Questa sorta d'antichità non si trova così facilmente. Gran Brighella per trovare i mercanti d'antichità! Questo lume eterno l'ho tanto desiderato, e poi trovarloraro! Di quei d'Egitto? Quello di Tolomeo? Voglio farlo legare in oro, come una gemma.

PANTALONE Con grazia, se pól vegnir? (di dentro).

ANSELMO È il signor Pantalone? Venga, venga.

PANTALONE Servitore umilissimo, sior Conte.

ANSELMO Buon giorno, il mio caro amico. Voi che siete mercante, uomo di mondo, e intendente di cose rare, stimatemi questa bella antichità.

PANTALONE La me ha ben in concetto de un bravo mercante a farme stimar una luse da oggio !

ANSELMO Povero signor Pantalone, non sapete niente. Questo è il lume eterno del sepolcro di Tolomeo.

PANTALONE (ride).

ANSELMO Sì, di Tolomeo, ritrovato in una delle piramidi d'Egitto.

PANTALONE (ride).

ANSELMO Ridete, perché non ve n'intendete.

PANTALONE Benissimo, son ignorante, ella virtuoso, e non voi catar bega su questo. Ghe digo ben che tutta la città se fa maravéggia, che un cavalier della so sorte perda el so tempo, e sacrifica i so bezzi, in sta sorte de minchionerie.

ANSELMO L'invidia fa parlare i malevoli; e quei stessi che condannano in pubblico, applaudiscono in privato.

PANTALONE No ghe nissun che gh'abbia invidia della so galleria, che consiste in tun capital de strazze. No ghnissun che ghe pensa un bezzo de vederlo un'altra volta andar in malora; ma che gh'ho in sta casa mia fia; che gh'ho el mio sangue, non posso far de manco da no sentir con della passion le pasquinade che se fa della so mala condotta.

ANSELMO Ognuno a questo mondo ha qualche divertimento. Chi gioca, chi va all'osteria; io ho il divertimento delle antichità.

PANTALONE Me dispiase de mia fia, da resto no ghe penso un figo.

ANSELMO Vostra figlia sta bene, e non le manca niente.

PANTALONE No ghe manca gnente! ma no la gh'ha gnanca un strazzo de abito d'andar fóra de casa.

ANSELMO Sentite, amico; io in queste cose non me ne voglio impicciare.

PANTALONE Ma qua bisogna trovarghe remedio assolutamente.

ANSELMO Andate da mia moglie, parlate con lei, intendetevi con lei, non rompete il capo.

PANTALONE E se no la ghe remedierà éla, ghe remedierò .

ANSELMO Lasciatemi in pace; ho da badare alle mie medaglie, al mio museo, al mio museo.

PANTALONE Perché mia fia la fia de un galantomo, e la pól star al pari de chi se sia.

ANSELMO Io non so che cosa vi dite. che questo lume eterno è una gioja. Signor Pantalone, vi riverisco (parte).

 


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