Carlo Goldoni
La famiglia dell’antiquario

ATTO PRIMO

Scena Diciannovesima. Pantalone, poi Doralice

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Scena Diciannovesima. Pantalone, poi Doralice

 

PANTALONE Cusì el me ascolta? A so tempo se parleremo. Ma vien mia fia; bisogna regolarse con prudenza.

DORALICE Caro signor padre, venite molto poco a vedermi.

PANTALONE Cara fia; savé che gh'ho i interessi. E po no vegno tanto spesso, per no sentir pettegolezzi.

DORALICE Quello che vi ho scritto in quel biglietto, è pur troppo la verità.

PANTALONE Mo za, vu altre donne disé sempre la verità.

DORALICE Dopo ch'io sono in questa casa, non ho avuto un'ora di bene.

PANTALONE Vostro marìo come ve tràtelo?

DORALICE Di lui non posso dolere. È buono, vuol bene e non mai un disgusto.

PANTALONE Cossa voléu de più? No ve basta?

DORALICE Mia suocera non può vedere.

PANTALONE Andé colle bone, procuré de segondarla, dissimulé qualcossa; finta de no saver; finta de no sentir. Col tempo anca éla la ve vorrà ben.

DORALICE In casa tutti si vestono, tutti spendono, tutti godono, ed io niente.

PANTALONE Abbié pazienzia; vegnirà el zorno che staré ben anca vu. Sé ancora novella in casa; gnancora no podé comandar.

DORALICE Sino la cameriera maltratta, e non vuol obbedire.

PANTALONE La cameriera vecchia de casa.

DORALICE Però le ho dato uno schiaffo.

PANTALONE Gh'avé un schiaffo?

DORALICE E come che gliel'ho dato! E buono!

PANTALONE E me lo conté a ? e me lo disé co sta bella disinvoltura? Quattro zorni che sé in sta casa, scomenzè subito a menar le man, e po pretendé che i ve voggia ben, che i ve tratta ben e che i ve sodisfa? Me maraveggio dei fatti vostri; se saveva sta cossa, no ve vegniva gnanca a trovar. Se el fumo della nobiltà che avé acquistà in sta casa, ve va alla testa, consideré un poco mèggio quel che sé, quel che sé stada, e quel che poderessi esser, se no ve avesse volesto ben. Sé muggier de un conte, sé deventada contessa, ma el titolo no basta per farve portar respetto, quando no ve acquisté l'amor della zente colla dolcezza e colla umiltà. sé stada una povera putta perché, conassua, no gh'aveva i capitali che gh'ho in ancuo, e col tempo e coll'industria i ho multiplicai più per vu, che per . Consideré che poderessi esser ancora una miserabile, se vostro pare no avesse fatto quel che l'ha fatto per vu. Ringraziè el cielo del ben che gh'avé. Porté respetto ai vostri maggiori; sié umile, sié paziente, sié bona, e allora saré nobile, saré ricca, saré respettada.

DORALICE Signor padre, vi ringrazio dell'amorosa correzione che fate.

PANTALONE Vostra madonna sarà in tutte le furie, e con rason.

DORALICE Non so ancora se lo abbia saputo.

PANTALONE Procuré che no la lo sappia. E se mai la lo avesse savesto, recordéve de far el vostro debito.

DORALICE Qual è questo mio debito?

PANTALONE Andé da vostra madonna, e domandeghe scusa.

DORALICE Domandarle scusa poi non par cosa da mia pari.

PANTALONE No la ve par cossa da par vostro? Cossa seu vu? Chi seu? Seu qualche principessa? Povera sporca! Via, via; sé matta la vostra parte.

DORALICE Non andate in collera. Le domanderò scusa. Ma voglio assolutamente che faccia quest'abito.

PANTALONE Adesso, dopo la strambarìa che avé fatto, no tempo da domandarghelo.

DORALICE Dunque starò senza? Dunque non anderò in nessun luogo? Sia maladetto quando sono venuta in questa casa.

PANTALONE Via, vipera, via, subito maledir.

DORALICE Ma se veggio trattata peggio di una serva.

PANTALONE Orsù, vegnì qua; per sta volta voi remediar sti desordini. Tiolé sti cinquanta zecchini; féve el vostro bisogno; ma recordeve ben che no senta mai più reclami dei fatti vostri.

DORALICE Vi ringrazio, signor padre, vi ringrazio. Vi assicuro che non avrete a dolervi di me. Un'altra cosa avreste a regalare, e poi non vi disturbo mai più.

PANTALONE Cossa vorressi, via, cossa vorressi?

DORALICE Quell'orologio. Voi ne avete altri due.

PANTALONE Voi contentarve anca in questo. Tiolé. (No gh'ho altro che sta putta). Ma ve torno a dir, abbié giudizio e feve voler ben (le da il suo orologio d'oro).

DORALICE Non dubitate; sentirete come conterrò.

PANTALONE Via, cara fia, dàme un poco de consolazion. No gh'ho altri a sto mondo che ti. Dopo la mia morte, ti sarà parona de tutto. Tutte le mie strùscie, tutte le mie fadighe le ho fatte per ti. Co te vedo, me consolo. Co so che ti sta ben, vegno tanto fatto, e co sento criori, pettegolezzi, me casca el cuor, me vien la morte, pianzo co fa un putello (piangendo parte).

 


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