Carlo Goldoni
La famiglia dell’antiquario

ATTO SECONDO

Scena Prima. Doralice ed il Conte Giacinto

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ATTO SECONDO

 

Scena Prima. Doralice ed il Conte Giacinto

 

Camera di Doralice

 

GIACINTO Gran disgrazia! Gran disgrazia! In questa nostra casa non si può vivere un giorno in pace.

DORALICE Lo dite a me? Io non do fastidio a nessuno.

GIACINTO Eh, Doralice mia, se voleste bene, non vi regolereste così.

DORALICE Ma di che mai vi potete dolere?

GIACINTO Voi non volete rispettare mia madre.

DORALICE Che cosa pretendete ch'io faccia, per darle un segno del mio rispetto? Volete che vada a darle l'acqua da lavare le mani? Che vada a tirarle le calze, quando va a letto?

GIACINTO Oh! non la vogliamo finir bene.

DORALICE Dite, non lo sapete ch'io sono stata stamattina la prima a salutarla?

GIACINTO Sì, e nel salutarla l'avete strapazzata.

DORALICE L'ho strapazzata? Non è vero.

GIACINTO Le avete detto vecchia.

DORALICE Oh, oh, oh! Mi fate ridere. Perché le ho detto vecchia, s'intende ch'io l'abbia strapazzata? Pretende forse di essere giovane?

GIACINTO Non è una giovanetta, ma non le si può dire ancor vecchia.

DORALICE È vostra madre.

GIACINTO Quando sarete voi di quell'età, avrete piacere che vi dicano vecchia?

DORALICE Quando sarò di quell'età, vi risponderò.

GIACINTO Fate con gli altri quello che vorreste che fosse fatto con voi.

DORALICE Se a mia suocera le dicessi che è giovane, parrebbe in verità di burlarla.

GIACINTO Che bisogno c'è che le diciate giovane o vecchia? Questo è il discorso più odioso che possa farsi a voi altre donne. Non vi è nessuna, per vecchia che sia, che se lo voglia sentir dire. Sino ai trent'anni ve li nascondete a tre o quattro per volta; dai trenta in su, si nascondono a decine e dozzine. Voi adesso avete ventitré anni; scommetto qualche cosa di bello, che da qui a dieci anni ne avrete ventiquattro.

DORALICE Via, bravo. Se volete che vostra madre sia più giovane di me, lo sarà.

GIACINTO Queste sono freddure. Vorrei, vi torno a dire, che consideraste che ella è mia madre, che le portaste un poco più di rispetto.

DORALICE Sì, le farò carezze, le ballerò anche una furlanetta alla veneziana.

GIACINTO Orsú, vedo che non posso sperar niente; e converrà pensare al rimedio.

DORALICE Se foste un uomo, a quest'ora ci avreste pensato. Ma, compatitemi, siete ancora ragazzo.

GIACINTO Io? Perché?

DORALICE Perché se foste un uomo di senno, non avreste permesso che vostro padre e vostra madre consumassero miseramente ventimila scudi, senza nemmeno fare un abito alla vostra moglie.

GIACINTO A proposito, l'abito ha detto mia madre che si farà...

DORALICE Non ho bisogno di lei. Lo farò senza di lei; questi sono denari, e or ora verrà il mercante (gli fa vedere una borsa).

GIACINTO Chi ve li ha dati?

DORALICE Mio padre ha regalato cinquanta zecchini e questo orologio.

GIACINTO Ho rossore che vostro padre abbia ad incomodarsi per voi. Ma gli sono obbligato e voglio andare io medesimo a ringraziarlo.

DORALICE Fatemi un piacere, mandatemi Colombina.

GIACINTO Non vorrà venire.

DORALICE Mandatela con qualche pretesto; preme di parlarle.

GIACINTO Per amor del cielo, non fate peggio.

DORALICE Non dubitate.

GIACINTO Avrei piacere che vedeste mia madre.

DORALICE Se vuol vedere, questa è la mia camera.

GIACINTO Non so che dire, vi vuol pazienza (parte).

 


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