Carlo Goldoni
La famiglia dell’antiquario

ATTO TERZO

Scena Ultima. Doralice, Giacinto, il Cavaliere Del Bosco e detti

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Scena Ultima. Doralice, Giacinto, il Cavaliere Del Bosco e detti

 

CAVALIERE Servitor umilissimo di lor signori.

ANSELMO Sediamo, sediamo.

(Tutti siedono).

DORALICE Si può sapere per che cosa avete condotta qui? (a Giacinto).

GIACINTO Or ora lo saprete.

ANSELMO Moglie mia carissima, nuora mia dilettissima, sappiate ch'io non sono più capo di casa.

ISABELLA Già si sa, quest'impiccio ha da toccare a me.

ANSELMO Non dubitate, l'impiccio non tocca a voi. Il signor Pantalone ha assunto l'impegno di regolare la nostra casa. Mio figlio ed io abbiamo ceduto a lui tutte le nostre azioni e ragioni, e abbiamo sottoscritto alcuni capitoli, che ora anche voi sentirete.

ISABELLA Questo è un torto che fate a me.

DORALICE In quanto a questo poi, in mancanza del capo di casa, tocca a me.

ISABELLA Io sono la padrona principale.

DOTTORE Brava!

PANTALONE Orsù, un poco de silenzio. Mi lezerò i capitoli della convenzion fermada e sottoscritta, e che i l'ascolta, perché ghe qualcossa per tutti.

Capitoli convenzionali. Primo.

ANSELMO Che io possa divertirmi colle medaglie.

PANTALONE Primo: che Pantalon dei Bisognosi abbia da riscuotere tutte l'entrate appartenenti alla casa del Conte Anselmo Terrazzani, tanto di città che di campagna.

ISABELLA E consegnar il denaro o a mio marito, o a me.

DORALICE (La signora economa!).

PANTALONE Secondo: che Pantalon abbia da provveder la casa di detto Conte Anselmo di vitto e vestito a tutti della casa medesima.

DORALICE Ho bisogno di tutto, che non ho niente di buono.

PANTALONE Terzo: che sia in arbitrio di detto Pantalon di procurar i mezzi per la quiete della famiglia, e sopra tutto per far che stiano in pace la suocera e la nuora di detta casa.

ISABELLA È impossibile, è impossibile.

DORALICE È un demonio, è un demonio.

PANTALONE Quart:, che né l'una né l'altra di dette due signore abbiano d'avere amicizie continue e fisse, e quella che ne volesse avere, possa essere obbligata andar ad abitare in campagna.

ISABELLA Oh, questo è troppo!

DORALICE Questo capitolo offende la civiltà.

CAVALIERE Questo capitolo offende me. L'intendo, signori miei, l'intendo; e giacché vedo che la mia servitù colla signora Doralice si rende a voi molesta, parto in questo punto, mentre un cavalier ben nato non deve in verun modo contribuire all'inquietudine delle famiglie. (Mai più vado in veruna casa, ove vi siano suocera e nuora) (parte).

DORALICE Se è andato via il cavaliere, non resterà nemmeno il dottore.

PANTALONE Cossa disela, sior Dottor, àla visto con che prudenza ha operà el sior cavalier?

ISABELLA Il signor dottore non ha da partire di casa mia

DOTTORE La nostra è amicizia vecchia.

PANTALONE Giusto per questo la s'averìa da fenir.

DOTTORE La finirò: anderò via e non ci tornerò più; ma vorrei sapere per che causa con una sì bella frase si licenzia di casa un galantuomo della mia sorta?

ISABELLA Il signor Dottore non ha da partire da casa mia.

PANTALONE Co nol savé, ve lo dirò , sior. Perché vu altri che volè far i ganimedi, no sé boni da altro che da segondar i mattezzi.

DOTTORE Ho secondato la signora Contessa Isabella, perché, quando si ha della stima per una persona, non le si può contraddire. Vado via, signora Contessa.

ISABELLA L'ho sempre detto che siete un dottore senza spirito e senza dottrina.

DOTTORE Sentono, miei signori? Dopo che ho l'onore di servirla, queste sono le finezze che ho sempre avute (parte).

PANTALONE Andemo avanti coi capitoli. Quinto: che ste due signore suocera e nuora, per maggiormente conservar la pace fra loro, abbiano d'abitare in due diversi appartamenti, una di sopra ed una di sotto

ISABELLA Quello di sopra lo voglio io.

DORALICE Io prenderò quello di sotto, che farò meno scale.

PANTALONE Sentiu? Le se scomenza a accordar. Sesto: che si licenzi di casa Colombina.

ISABELLA Sì,sì, licenziarla.

DORALICE Sì, mandarla via.

PANTALONE Anca qua le d'accordo. Via, me consolo; da brave, alla presenza dei so maridi, che le se abbrazza, che le se basa in segno de pase.

ISABELLA Oh! questo poi no.

DORALICE Non sarà mai vero.

PANTALONE Via, quella che sarà la prima a abbrazzar e basar quell'altra, la gh'averà sto anello de diamanti (mostra un anello).

Tutte due s'alzano un poco in atto di andar ad abbracciar l'altra, poi si pentono e tornano a sedere.

ISABELLA (Piuttosto crepare!).

DORALICE (Piuttosto senza anelli tutto il tempo di vita mia!).

PANTALONE Gnanca per un anello de diamanti?

ANSELMO Se è antico, lo prenderò io.

PANTALONE Orsú, vedo che impossibile de far che le se abbrazza, che le se basa, che le se pacifica; e se le lo fasse le lo faràve per forza, e doman se tornarave da capo. Avé sentìo i capitoli; son el direttor de sta casa, e penserò a provveder tutto, e no lasserò mancar el bisogno. Sior Conte, che el tenda pur alle so medaggie, e ghe fazzo un assegnamento de cento scudi all'anno per soddisfarse. Sior zènero m'agiuterà a tegnir l'economia della casa, e cussì l'imparerà. Vualtre stae nemighe per causa de una serva pettegola e de do conseggieri adulatori e cattivi; remosse le cause, sarà remossi i effetti. Siora Contessa Isabella, che la vaga in tel so appartamento de sóra, mia fia in quel de sotto. Ghe darò una cameriera per una, ghe farò per un poco tóla separada, e no vedendose e no trattandose, pól esser che le se quieta; e questo l'unico remedio per far star in pase la Niora e la Madonna.

-         FINE

 

 


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