Carlo Goldoni
La favola de' tre gobbi

PARTE PRIMA

SCENA QUARTA   Il Conte Bellavita e detta; poi Parpagnacco e Macacco

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SCENA QUARTA

 

Il Conte Bellavita e detta; poi Parpagnacco e Macacco

 

CON.

Al volto porporino

Di madama Graziosa umil m'inchino.

 

MAD.

Io dalle grazie sue resto stordita,

E riverisco il conte Bellavita.

 

CON.

Di me non vi dolete,

Se tardi mi vedete.

Sono stato finor da certe dame

Che vogliono ballar con fondamento,

A insegnarle di vita il portamento.

 

MAD.

Già si sa, già si vede:

La sua vita ben fatta è cosa rara;

Vezzi e grazie da lei ciascuno impara.

 

CON.

Veda, signora mia,

Osservi in cortesia:

Questi due monticelli,

Ch'io tengo uno per parte,

Son fatti con tal arte

Ch'uno con l'altro in equilibrio accorda,

E sembro appunto un ballarin da corda.

 

MAD.

Non ne dica di più, lo so, lo credo,

Lo capisco, lo vedo:

Lei è tutto ben fatto;

Lei è tutto gentil. (Lei è un bel matto).

 

CON.

Senta, signora mia, per dir il vero,

Io son un cavaliero

Ameno e disinvolto;

Se lei mi osserva in volto,

Un certo non so che vi vederà

Che s'accosta di molto alla beltà.

Circa la grazia poi, non fo per dire,

Osservi la presenza:

Col piè sempre in cadenza,

Nelle braccia grazioso,

Nel gestir manieroso,

Si può dire ch'io sia cosa compita.

E poi che serve? Il conte Bellavita.

 

Veda che garbo,

Veda che brio:

Tutto son io

Grazia e beltà.

Io con le dame

Son tutto amore,

Son l'amorino

Caro, carino,

Son per le donne

Tutto bontà.

Ma a chi m'offende

Sono terribile:

Con braccio orribile,

Con luci irate,

Tiro stoccate

Di qua, di .

Fatene stima,

Non mi lasciate,

Se voi bramate

D'esser felice;

Ognun mi dice

Ch'io sono bello,

Ch'io sono quello

Che fa l'onore

Della città.

 

 

MAD.

Non si stia a faticare:

Sempre meno dirà di quel che appare.

Ma, se tanto è grazioso,

Sarà anco generoso.

 

CON.

Eh cosa importa?

Dov'è grazia e beltà,

Non si ricerca generosità.

 

MAD.

Signor, lei mi perdoni, in questo sbaglia.

Un amante, ancorché bello e grazioso,

Quando si mostra avaro,

Alla donna non puol esser mai caro.

 

CON.

Dunque con i miei vezzi

Io non posso da voi sperar affetto?

 

MAD.

Per me vi parlo :

Se mi volete innamorar da buono,

Fate che della borsa io senta il suono.

 

CON.

Sarà dunque un amor interessato.

 

MAD.

Sarà l'amor che dalle donne è usato.

 

CON.

Parmi di sentir gente.

 

MAD.

Ah dite piano,

Poiché tengo un germano

Ch'è piuttosto cervello stravagante;

Se ci sente, vorrà far l'arrogante.

 

CON.

Tiriamoci più in qua. Torniamo un poco

Al discorso di prima.

Per esempio, volendo

Darvi un segno d'amor, quest'orologio,

Dite, saria opportuno?

 

MAD.

Ah sì, ne ho perduto uno

Simile appunto a quello.

 

CON.

Guardate con che grazia io vel presento.

 

MAD.

Oh che grazia gentil! Siete un portento.

 

CON.

Mi vorrete poi bene?

 

MAD.

Uh tanto, tanto.

 

CON.

Vi piace il volto mio?

 

MAD.

Siete un incanto.

 

CON.

Vezzosa gradita,

Mio dolce tesoro.

 

MAD.

Per voi, Bellavita,

Io smanio, io moro.

 

a due

Che dolce contento

Ch'io provo, ch'io sento!

Che brio! che beltà!

 

CON.

Oimè, sento gente.

 

MAD.

No, no, non è niente;

Sarà mio fratello.

 

CON.

Ha poco cervello,

Tremar ci farà.

 

MAD.

Non tema di nulla;

Stia fermo, stia qua.

 

PARP.

Padron riverito. (esce)

 

CON.

Son servo obbligato.

 

PARP.

È tutto compito. (a Madama)

 

CON.

È assai ben creato. (a Madama)

 

MAD.

Sorella gli sono,

Spiacermi non sa.

 

PARP.

} a due

(Fratello più buono (ciascuno da sé)

Di lui non si ).

CON.

MAD.

Per fino ch'ei parte,

Celatevi . (piano a Parpagnacco)

 

PARP.

È troppa bontà.

 

MAD.

Andate in disparte,

Che poi partirà. (piano al Conte)

 

CON.

È troppa bontà.

 

PARP.

} a due

Gli son servitore.

Comandi, signore,

Ma con libertà. (si ritirano)

 

CON.

 

MAD.

Oh questa sì ch'è bella!

M'hanno creduto affé.

 

MAC.

Non c'è più più nessuno;

To to to tocca a me.

 

MAD.

E questo bel Macacco

Da me cosa vorrà?

 

MAC.

Mia ca ca ca ca cara.

 

MAD.

Mio be be be be bello.

 

a due

Son qua qua qua qua qua.

 

PARP.

} a due

Un altro suo fratello

Codesto ancor sarà?

CON.

MAD.

Or sono nell'imbroglio,

Non so cosa sarà.

 

PARP.

} a due

Eh ben, quanti fratelli

Avete, mia signora?

CON.

MAD.

Patroni cari e belli,

Io non glielo so dir.

 

PARP.

Voi siete menzognera.

 

CON.

Voi siete lusinghiera.

 

a due

Scoperta siete già.

 

MAD.

Andate, che vi mando,

Andate via di qua.

 

MAC.

Co cosa mai sarà?

 

 

TUTTI

 

 

Che razza maledetta,

Che rabbia che mi fa!

 


 

 

 


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