Carlo Goldoni
Il festino

ATTO TERZO

SCENA SETTIMA

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SCENA SETTIMA

 

La Contessa e Balestra.

 

CONT.

Balestra, che Madama non venga, sarà vero?

BAL.

Se 'l dice don Maurizio, verissimo lo spero.

CONT.

Se così è, si balli; ch'ei si diverta è giusto.

Che nato sia fra loro qualche novel disgusto?

BAL.

Può darsi.

CONT.

S'è così, venir tu la vedrai.

Di questi lor disgusti ne hanno aggiustati assai.

Oh quante volte il Conte da lei fu strapazzato,

E sempre alla sua bella s'è poi raccomandato.

Capace è di pregarla, capace è il babbuino

Di porsi anche in ginocchio per averla al festino.

Sì, mi par di vederla sì, ci verrà l'audace.

Chi sa che ora non sia il Conte a far la pace?

Perdoni il padre mio, se ora non l'obbedisco.

A casa non ritorno, se pria non mi chirarisco.

BAL.

Vien gente.

CONT.

Mascheriamoci.

BAL.

Andiam, padrona mia.

CONT.

Il Conte ha da venire. Per or non vado via.

BAL.

(Oh povero Balestra! Sono bene imbrogliato!) (da sé.)

CONT.

(Mio padre colle donne ha poco praticato). (da sé.)

 

 

 

 


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