Carlo Goldoni
Il festino

ATTO TERZO

SCENA OTTAVA

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SCENA OTTAVA

 

La marchesa Dogliata, la baronessa Oliva mascherate, servite da un uomo in maschera,

che non parla, e detti; poi Giovane del caffè. Vanno a sedere ad un tavolino,

dirimpetto a quello ove sta la Contessa.

 

MAR.

Vede, signor Barone? si pratica così:

Il caffè si suol bere tre quattro volte al ;

E par che quel di casa non piaccia, e non sia buono;

E piene le botteghe di gente ogni ora sono.

BA.

(S'inchina senza parlare.)

BAR.

(S'inchina e non risponde). (alla Marchesa.)

MAR.

Niente niente italiano? (al Barone.)

BA.

(Inchinandosi fa cenno di no.)

MAR.

Che dite, Baronessa?

BAR.

Mi pare un bel baggiano.

Possiamo tralasciare di più complimentarlo.

MAR.

Possiam, quanto vogliamo, francamente mandarlo.

CONT.

(Le conosci?) (a Balestra.)

BAL.

(Mi pare).

CONT.

(La marchesa Dogliata,

La baronessa Oliva).

BAL.

(L'avea raffigurata). (vien portato il caffè, le due si levano la maschera.)

CONT.

(Quella maschera uomo chi diamine sarà?)(a Balestra.)

BAL.

(Mi pare un forestiere, non lo so in verità).

BAR.

(Si smascheri, signore). (al Barone.)

MAR.

(Io non gli parlo più). (da sé.)

BAR.

Così, si levi il volto. (gli leva la maschera.)

MAR.

(Oh che bel turlulù!) (bevono il caffè.)

BAR.

Stassera vuol venire con noi ad una festa? (al Barone.)

BA.

(S'inchina.)

BAR.

Egli non sa far altro che dimenar la testa.

BA.

(S'inchina.)

BAR.

Egli non sa far altro che dimenar la testa.

MAR.

Buono questo caffè? (al Barone.)

BA.

(S'inchina.)

BAR.

Servitor umilissimo. (burlandolo con una riverenza.)

Mi fa crepar di ridere. (ridendo forte.)

MAR.

Vi assicuro è bellissimo. (ridendo forte.)

BA.

(S'alza, prende la sua maschera, e parte.)

MAR.

Padrone.

BAR.

Riverito.

MAR.

Che grazia!

BAR.

Se n'è andato.

MAR.

Affé, se n'è avveduto che l'abbiamo burlato.

Se vedo mia cugina, vuò dirle in fede mia

Se ha più di tai foresti da darmi in compagnia.

BAR.

Fa cento mille inchini, e non sa dir parole.

MAR.

Da bravo ci ha piantate, e ci ha lasciate sole.

CONT.

(Ha fatto ben davvero; perch'ei non sa parlare,

Chi sa la civiltà, non l'ha da corbellare).

BAR.

A casa con chi andremo?

MAR.

La gondola è vicina.

BAR.

Bene: verrò con voi, mia cara Marchesina.

MAR.

Anche al festin poss'io servirvi, se vi aggrada.

BAR.

Sì, mi farete onore; già anch'io sto sulla strada.

MAR.

Vedrem questo bell'abito, che sfoggierà Madama.

BAR.

Secondo me, la sua superbiaccia si chiama.

MAR.

Quel caro suo marito mi par che abbia del matto.

BAR.

Eh, non mi fate dire. Chi sa chi gliel'ha fatto?

MAR.

Certo che don Alessio non può far certe spese.

BAR.

Egli non ha d'entrata cento ducati al mese.

MAR.

Ed ella a tutta moda sempre ha le cose pronte.

BAR.

Per niente non coltiva l'amicizia del Conte.

CONT.

(Senti?) (a Balestra.)

MAR.

Non dite forte.

BAR.

Non san di chi si parli.

MAR.

Cento ducati al mese fa presto a consumarli.

BAR.

Per questo dalla gente si pensa e si ragiona,

E poi chiaro si vede, che del Conte è padrona.

Avete voi sentito, che al ballo ed alla cena

Condurrà la figliuola di donna Rosimena?

MAR.

E condurrà la madre e il suo don Peppe ancora.

BAR.

Madama è la padrona.

MAR.

Il Contino l'adora.

CONT.

(Senti?) (a Balestra.)

BAL.

(Non so che dire).

MAR.

E la consorte?

BAR.

Oh bella!

Conviene che stia zitta.

MAR.

Perché è una scioccarella.

CONT.

(Non posso più). (a Balestra.)

BAL.

(Signora, andiam per carità).

CONT.

(Zitto, non inquietarmi. Io voglio restar qua).

BAR.

Vedrete questa sera Madama esser padrona,

E la moglie in un canto.

CONT.

(No, non sarò sì buona.

Padrone altre non voglio in casa mia soffrire;

Non si farà la festa, se credo di morire). (da sé.)

MAR.

Quella maschera chi è? (osservando di dentro.)

BAR.

Se il core il ver mi dice

Esser quella dovrebbe...

MAR.

Madama Doralice.

BAR.

Senz'altro. Ha il suo vestito che aveva stamattina.

Per dirla in veneziano, in maschera fa mina. 3

CONT.

(Senti?) (a Balestra.)

BAL.

(Qualche periglio la sorte ci minaccia).

CONT.

(Par che il demonio istesso me la conduca in faccia).

BAL.

(Andiamo via).

CONT.

(Sta cheto).

 

 

 

 





p. -
3 Bell'aria brillante



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