Carlo Goldoni
Il filosofo inglese

ATTO PRIMO

SCENA TREDICESIMA

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SCENA TREDICESIMA

 

Jacobbe Monduill dal libraio incontra madama Brindè con cui si ferma alcun poco ragionando e complimentando, e nel medesimo modo si avanzano, mentre maestro Panich favella.

 

PAN.

Azion sarebbe questa da gente ardita e stolta,

Ma non sarebbe poi per me la prima volta.

Spiacemi che gettate ho invano le parole:

Le scarpe son mal fatte, madama non le vuole.

Ma troverò alcun'altra, che avrà la tolleranza

Di prenderle e stroppiarsi, credendole all'usanza.

Ah, ah, la vedovella col satrapo di Atene!

Non voglio esser veduto, andarmene conviene.

Colui di me si ride, sostien ch'io non so nulla;

Ma affé, la faccio bella, se il capo un mi frulla;

La lesina adoprando, se altra ragion non vale,

Gli fo toccar con mano, che la natura è frale;

Che piccola puntura, che piccola ferita

Ad un filosofone può togliere la vita.

Vuò ritirarmi intanto a leggere i foglietti,

Oggi più non lavoro, e chi ha ordinato, aspetti. (entra nella bottega del caffè, e s'interna.)

 

 


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