Carlo Goldoni
Il geloso avaro

L'AUTORE A CHI LEGGE

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L'AUTORE A CHI LEGGE

 

L'avaro è un buon carattere comico originale; l'hanno trattato i migliori Poeti, ed io pure l'ho adoperato per episodio nella Commedia che ha per titolo Il vero amico. Il Geloso è parimenti un carattere da Commedia ed io e tutti gli scrittori comici se ne sono serviti. Un uomo con due difetti notabili diviene ancora più comico, e molto più se i due difetti si contrastino fra di loro. La gelosia e l'avarizia possono facilmente verificarsi in uno stesso soggetto, senza che una passione si risenta dell'altra, ma dar si possono delle occasioni, in cui divengano fra di loro nemiche. L'arte del Poeta può ritrovare in natura dei punti essenziali per un tale contrasto, senza escire dalla ragione, dal verisimile e dall'esempio ancora. Io non dirò aver copiato a puntino il mio geloso e avaro Protagonista, ché di tali pitture inoneste e pericolose sono costantemente nemico, ma confessare degg'io averlo bensì disegnato sul modello rappresentatomi al vivo da persona degna di fede, che ebbe la carità e la prudenza di non nominarmi il soggetto. Ignaro io dunque della persona, non ebbi scrupolo di valermi del suo carattere, tanto più che son certo trovarsi lo sconosciuto da noi lontano. Se mai per avventura però giungesse questa mia Commedia alle di lui mani (giacché per la sua avarizia non è sperabile ch'ei la veda in teatro rappresentare) gli servirebbe di un bel rimprovero, e forse di correzione. Ma non sarà egli solo al mondo con questi due malanni d'intorno, e il caso forse ne farà incappare più d'uno. Questa è la prima Commedia mia, che fu rappresentata in Venezia nel teatro che dicesi di San Luca, della nobilissima casa de' Vendramini. Non ebbe, per dir il vero, molto felice incontro, e il personaggio che rappresentava il Geloso Avaro, quantunque abilissimo in altre parti giocose, in questa non riuscì bene. Ciò mi fece risolvere appoggiar tal carattere al Pantalone, ch'era in allora il graziosissimo Francesco Rubini; e non m'ingannai, poiché alle di lui mani comparve mirabilmente, e la Commedia fece in Genova un buon effetto. Morì poco dopo il valoroso Rubini, e la mancanza dell'incomparabile attore sì che di tal Commedia non si è parlato più oltre. Conosco anch'io che il carattere è troppo odioso, col confronto massime di una moglie afflitta, virtuosa, che merita compassione, e senza una grazia originale del personaggio non può universalmente piacere. Anche il fine un poco tragico della Commedia può riuscire pericoloso, ma io ho voluto condurre la peripezia di quest'uomo più al morale, che al fin giocoso. Non manca la Commedia per questo del suo ridicolo, non manca d'intreccio e di episodi, ed ha avuto i suoi partigiani. Ella esce presentemente alla vista del pubblico colle stampe, soggetta al destino di tante altre, e se non avrà la fortuna di soddisfare il genio de' leggitori, potrà nascondersi facilmente tra la folla delle cinquanta che la precedono, e di quelle che dopo di lei nel nuovo mio Teatro compariranno.

 


 


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