Carlo Goldoni
Il geloso avaro

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

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ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

 

Camera in casa di don Luigi.

Don Luigi con un ritratto in mano, e poi Brighella.

 

LUI. E sarà vero che tu m'abbia a far sospirare? Maledetto ritratto! ti getterò tra le fiamme. E poi, incenerito che sarà il ritratto, mi staccherò dal cuore l'originale? Ah no, s'io non mi strappo il cuore medesimo, in cui il perfido amore ha stampato l'effigie della mia tiranna.

BRIGH. Signor...

LUI. Va al diavolo.

BRIGH. Servitor umilissimo. (vuol partire)

LUI. Che cosa vuoi?

BRIGH. Voleva darghe una lettera, che m'è stada dada alla Posta.

LUI. Da' qui.

BRIGH. Eccola, signor.

LUI. Hai nulla da dirmi di donna Eufemia?

BRIGH. Niente, signor.

LUI. T'ho pur detto che tu andassi per la risposta del mio viglietto.

BRIGH. Son andà; ma no gh'è niente.

LUI. Niente?

BRIGH. Niente affatto.

LUI. Che tu sia maledetto. Niente?

BRIGH. Che colpa ghe n'oia mi?

LUI. Perché non cercare di Traccagnino, servitore di casa? Perché non introdurti con Argentina, cameriera di donna Eufemia? Perché non procurare tu stesso questa risposta, che cotanto sai che mi preme?

BRIGH. Ho procurà; ho fatto el possibile, e se la savesse...

LUI. Via, parla.

BRIGH. No vorria che la se alterasse. La va in collera facilmente.

LUI. Parla, parla, non vi è pericolo che mi riscaldi.

BRIGH. La signora donna Eufemia non vol risponder.

LUI. Non vuol rispondere? Oh maledetta la mia fortuna! (batte i piedi, e straccia la lettera che gli diede Brighella)

BRIGH. (Schiavo, siori! l'è andà). Caro signor padron...

LUI. Va via.

BRIGH. Vado. (Vuol partire)

LUI. Vieni qui.

BRIGH. La comandi.

LUI. Donna Eufemia non vuol rispondere?

BRIGH. La perdoni. No sala in che soggezion che la tien el signor Pantalon so marido, geloso come una bestia?

LUI. Non mi averà risposto, perché non averà avuto tempo.

BRIGH. Comandela altro da mi?

LUI. Vuoi forse ritornare da donna Eufemia?

BRIGH. Se la se contenta, vorria andar a comprar el bisognevole per el pranzo.

LUI. Va dove vuoi.

BRIGH. Cossa comandela ella da pranzo?

LUI. Del veleno.

BRIGH. Per amor del cielo, signor padron...

LUI. Son disperato.

BRIGH. La so passion l'è granda, ma la me permetta che diga. mal mazor l'è questo, che no la vol ascoltar nissun; se l'ascoltasse, fursi fursi la ghe remedierave al so mal.

LUI. Hai tu nulla da dirmi per rimediar al mio male?

BRIGH. Se la me dasse permission de parlar, me par a mi che qualcossa diria in sto proposito...

LUI. Parla.

BRIGH. No vorria po...

LUI. Parla.

BRIGH. Cossa sarà mai? parlerò. Caro signor padron, gh'è tante donne in sta città de Napoli, e la va a incapricciarse in una donna maridada: in una donna, che ha el marido più fastidioso del mondo, geloso, avaro, sufistico, sospettoso. E po la signora donna Eufemia l'è la più savia, la più onesta donna del mondo: no la se lassaria guadagnar da nissun amor, quand'anca l'avesse la libertà de farlo; figurarse po adesso, che dal marido con tanta gelosia l'è custodida. No ghpericolo. No la farà niente...

LUI. Non vi è pericolo? Non farò niente? Sei una bestia.

BRIGH. Servitor umilissimo. (parte)


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