Carlo Goldoni
Il geloso avaro

ATTO SECONDO

SCENA TREDICESIMA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA TREDICESIMA

 

Pantalone, poi Don Luigi

 

PANT. Cossa diavolo vorralo da mi don Luigi? Oh bella! el voleva andar da mia muggier. Sì ben, la cioccolata, el bacil d'arzento, no la gera roba destinada per mi. So arrivà a tempo.

LUI. Caro signor Pantalone, voi mi fate bestemmiare una mezz'oretta.

PANT. La compatissa. Fava un non so che... no podeva recever un galantomo.

LUI. Questo era poco male; sarei andato a riverire la signora.

PANT. Mia muggier xe in camera retirada; la se sente puoco ben.

LUI. Ha qualche incomodo la signora donna Eufemia?

PANT. Sta mattina ghe doleva la testa.

LUI. Oh! permettetemi dunque ch'io vada a vedere com'ella sta.

PANT. No, no v'incomodè. No l'ha dormio sta notte. Lassemola un puoco in quiete.

LUI. Io per il dolor di capo ho un segreto mirabile.

PANT. Qualche spirito fursi?

LUI. Sì, uno spirito eccellente. Eccolo qui in questa boccettina d'oro. Quattro goccie di questo spirito sono capaci di dar la vita; rinvigoriscono, levano ogni dolore di capo.

PANT. Me faressi la grazia de darmene do giozze sole?

LUI. Per donna Eufemia?

PANT. Sior no, le vorria bever mi. Me sento debole assae.

LUI. Servitevi, siete padrone. (gli la boccettina)

PANT. (L'apre, vuol bevere, poi si ferma ). Xela d'oro sta bozzetta?

LUI. Sì, d'oro.

PANT. (Povero oro! vardè in cossa che l'impiega quei matti che no lo cognosse!) (da sé, assaggia)

LUI. Che vi pare di quello spirito? Non è grato? non è gentile?

PANT. Credo che a mia muggier nol farave mal.

LUI. Anzi vi assicuro che le farebbe benissimo. Volete che gliel'andiamo a presentare?

PANT. Bisognerave che la me permettesse, che ghe ne mettesse un puoco in t'una mia bozzetta.

LUI. Oibò, madama si servirà di questa. Favorirà di tenerla. Io ne ho delle altre.

PANT. La vuol favorir mia muggier anca della bozzetta?

LUI. È una piccola cosa; mi onorerà, se si compiacerà di riceverla.

PANT. Cancarazzo! la la riceverà seguro, e la ghe sarà obligada. Vago, se la se contenta, a portarghe le so grazie.

LUI. Oh, in quanto a questo poi, favorisca. (gli leva la boccetta) Voglio aver io quest'onore di presentarla a madama.

PANT. (Diavolo! son imbroggià: no vorria perder quella bozzetta). (da sé)

LUI. Padron mio, che difficoltà ha vossignoria ch'io faccia una visita alla signora?

PANT. Oh! la vede ben...

LUI. Io sono un galantuomo, un uomo onesto e civile, e so trattare colle persone di garbo, e non son capace di prendermi quelle libertà che non si convengono.

PANT. Son persuasissimo.

LUI. E questo che vossignoria mi fa, è un affronto.

PANT. No la se scalda...

LUI. Cosa crede? ch'io le voglia rubar la moglie? Per la signora donna Eufemia ho tutto il rispetto. Ella è una signora piena di merito; ma io so le mie convenienze.

PANT. No gh'ho gnente in contrario.

LUI. E se crede ch'io le abbia mandata quella cioccolata per qualche secondo fine, s'inganna. L'ho fatto per un atto di buona amicizia. Perché la signora donna Eufemia ho avuto l'onor di conoscerla prima che fosse moglie di vossignoria, e col bacile non intendo affrontarvi. So che non avete bisogno di queste cose. Siete padrone di rimandarlo.

PANT. Via, sior don Luigi, no la me creda cussì incivil che no sappia aggradir una finezza. Queste le xe cosse che se passa, in grazia della bona amicizia.

LUI. Ma voi non mi trattate da amico, vietandomi di usare un atto di stima e di rispetto verso vostra consorte.

PANT. La ghe vorria dar quella bozzetta?

LUI. Sì, per soccorrerla, se le duole il capo.

PANT. E lassarghe el remedio per i so futuri bisogni?

LUI. Certamente; amo la salute delle persone di merito.

PANT. Via, la lassa che vaga a véder cossa fa donna Eufemia.

LUI. E io dunque?...

PANT. La se lassa servir; o anderemo da ella, o la farò vegnir qua. In ogni maniera voggio che sior don Luigi gh'abbia el piaser de darghe quella bozzetta con quel prezioso liquor, che per la so testa sarà una manna.

LUI. Tutto quel che da me dipende, sarà sempre a vostra disposizione, non meno che della signora.

PANT. Obligatissimo alle so finezze. Oe, Traccagnin.

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License