Carlo Goldoni
Il geloso avaro

ATTO TERZO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Pantalone e dette.

 

PANT. Cossa feu qua? Cossa voleu? Andè via.

SAN. Vorrei su questa scatola...

GIU. Caro signore, uno scudo su questa gonnella.

PANT. Andè via, qua no se fa pegni.

SAN. Come non si fanno pegni? È questa la prima volta?

PANT. Se qualche volta v'ho fatto la carità, adesso no ve la posso più far.

SAN. Sì, la carità! Un dodici per cento col pegno in mano.

PANT. Andè via, ve digo. (Maledetti. Accusarme che fazzo pegni! che togo l'usura! Metterme in desgrazia della Giustizia!) (da sé)

PASQ. (Ditegli dell'anello). (a Felicina)

FEL. (Mi fa paura). (a Pasquina)

PASQ. (Via, spicciatevi). (a Felicina)

FEL. Signore... (a Pantalone)

PANT. Andè via. (gridando)

FEL. Oimè! vado. (parte tremando)

PASQ. Vecchiaccio rabbioso. (a Pantalone)

PANT. Via de qua, impertinente.

PASQ. Eh! (gli fa una boccaccia, e parte)

PANT. E vu cossa feu, che no andè via?

GIU. Per carità, vi prego...

PANT. No ghe xe carità che tegna. Andè via, se no volè che ve cazza zo dalla scala.

GIU. Se mi fate perdere la mia fortuna, povero voi! Corro al Monte; se perdo al lotto per causa vostra, da donna onorata, vengo a darvi fuoco alla casa. (parte)

PANT. Ghe mancarave anca questa. E vu, no andè?

SAN. Signor Pantalone, vede questa scatola?

PANT. No fazzo pegni, no dago bezzi.

SAN. Eppure questa scatola si potrebbe guadagnare con poco.

PANT. Come!

SAN. Vogliono impegnarla per due zecchini; e v'assicuro che chi l'impegna non la riscuote più. Mi faccia questo piacere.

PANT. Se credesse che no se savesse... se fusse sicuro che no parlessi... vorria anca farve sta carità.

SAN. Io non parlo, signor Pantalone. Sa che donna ch'io sono, non vi è pericolo.

PANT. Do zecchini? lassè véder.

SAN. Eccola.

PANT. El sarà arzento basso. (lo tocca colla pietra)

SAN. Queste scatole si sa cosa sono.

PANT. No i vol manco de do zecchini?

SAN. No certamente; e poi, se credesse mai... la scatola è qui della signora Costanza. Basta, non si ha da sapere.

PANT. Mi no so altro; ve cognosso vu, e no cognosso altri. Tolè do ongari, perché zecchini no ghe n'ho.

SAN. Vagliono qualche cosa meno.

PANT. La in puoco. Sentì, tegno la scatola otto zorni; se dopo i otto zorni no me portè do zecchini, la scatola xe persa.

SAN. Così presto?

PANT. Tant'è, la scatola xe persa.

SAN. Quand'è così, piuttosto mi dia la scatola...

PANT. El contratto xe fatto; ma trattandose de vu, aspetterò qualche zorno de più.

SAN. (Oh che usuraio del diavolo!) (da sé)

PANT. Sora tutto ve raccomando la segretezza.

SAN. Non dubiti, che sarà servito. (Creperei se non lo dicessi). (da sé)

PANT. Via, andè, destrigheve.

SAN. Serva sua.

PANT. Co vegnì, vegnì sempre segretamente.

SAN. Non occorr'altro. (La scatola è andata. La signora Costanza non la riscuote più. Dice bene il proverbio: la farina del diavolo va tutta in crusca). (da sé, parte)

 

 


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