Carlo Goldoni
Il geloso avaro

ATTO TERZO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Camera di donna Eufemia.

 

Donna Eufemia ed Argentina.

 

ARG. Che c'è, signora padrona? Vi vedo più del solito addolorata.

EUF. Lasciami stare, per carità.

ARG. Ditemi ciò che vi molesta, se mi volete bene.

EUF. Dammi da sedere.

ARG. Subito. (Oh, vi è del male: quel suo marito la vuol far crepare, la poverina). (da sé)

EUF. Posso essere tormentata più di quello che sono?

ARG. Ecco la sedia.

EUF. (Sarò poi sforzata a raccomandarmi a mio padre). (da sé)

ARG. A pranzo non avete né meno mangiato.

EUF. (Che cosa finalmente può dire il mondo, se vado a stare con mio padre?... Non lo vorrei fare... Ma questa vita non si può durare). (da sé)

 

 


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