Carlo Goldoni
Le femmine puntigliose

ATTO PRIMO

Scena Quinta. Donna Rosaura, poi il conte Lelio e Brighella

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Scena Quinta. Donna Rosaura, poi il conte Lelio e Brighella

 

Donna Rosaura - La nipote del signor Pantalone? Farei una gran figura, se andassi con lei!

Conte Lelio - Riverente m'inchino alla signora donna Rosaura.

Donna Rosaura - Serva, signor conte. Chi è di ? (chiama).

Brighella - Lustrissima.

Donna Rosaura - Da sedere.

Brighella - Lustrissima sì. (porta due sedie)

Conte Lelio - Galantuomo, siete forestiere? (a Brighella)

Brighella - Signor sì.

Donna Rosaura - Dimmi, il moro è in casa? (a Brighella)

Brighella - Lustrissima sì.

Conte Lelio - Siete lombardo? (a Brighella)

Brighella - Signor sì.

Donna Rosaura - Va' via. (a Brighella)

Brighella - Lustrissima sì.

Conte Lelio - Sentite una parola. (a Brighella) Mi date licenza ch'io dica un non so che al vostro servitore? (a Rosaura)

Donna Rosaura - Siete padrone.

Conte Lelio - (Voglio un poco vedere, perché a lei dell'illustrissima, e a me del signore). (Ditemi quel giovine, al vostro paese che regola si usa nel dare i titoli?). (a Brighella a parte)

Brighella - Ghe dirò, signor, in certi paesi, dove che ho praticà mi, chi li merita non li cura, e a chi non li merita, i se ghe per burlarli.

Conte Lelio - Bravo, mi piacete. Se vi occorre nulla, sarò per voi.

Brighella - Signor sì.

Donna Rosaura - Portateci la cioccolata.

Brighella - Lustrissima sì. (caricato, e parte; e a suo tempo ritorna)

Conte Lelio - (Così con bella maniera costui si burla della sua padrona). (da sé)

Donna Rosaura - Favorite d'accomodarvi.

Conte Lelio - Ricevo le vostre grazie. (siede)

Donna Rosaura - Che buone nuove mi recate del nostro affare?

Conte Lelio - Il tutto è accomodato. La contessa Beatrice verrà da qui a pochi momenti a visitarvi; voi le anderete a render la visita; in casa sua farà che si trovino varie dame. V'introdurrà con esse, e vi condurrà pubblicamente nella loro conversazione.

Donna Rosaura - Caro Contino, siete adorabile. Non poteva sperare diversamente dal vostro spirito, dalla vostra buona condotta.

Conte Lelio - Circa alle cento doppie, bisogna condur la cosa con buona maniera.

Donna Rosaura - Le si potrebbe dare un anello che fosse di tal valore.

Conte Lelio - No, un anello non accomoderà i suoi interessi.

Donna Rosaura - Il danaro è pronto. Disponetene come vi aggrada.

Conte Lelio - Faremo così; procureremo che accada di fare una di cento doppie fra voi e la contessa Beatrice; voi perderete la scommessa, ed ella averà il danaro contante.

Donna Rosaura - In questa maniera non riconoscerà da me il dono, ma dalla sorte.

Conte Lelio - Se la cosa è prima concertata, lo riconoscerà unicamente da voi.

Donna Rosaura - Se si concerta così, può anche ricevere le cento doppie, senza far la scommessa.

Conte Lelio - Signora no; ella pretende salvar con ciò la delicatezza del suo decoro.

Donna Rosaura - Può salvarla presso di tutti gli altri, quando non lo sappiano altri che ella ed io.

Conte Lelio - Non vuole scomparire nemmeno con voi.

Donna Rosaura - Ma se io ho a sapere la verità!

Conte Lelio - Non importa; le resta sempre un rimorso di meno, e ancorché ella sia certa che la scommessa sia inventata per regalarla, ciò non ostante vanterà con voi medesima il suo bello spirito nell'aver saputo trionfare coll'opinione.

Donna Rosaura - E qual è la scommessa che dobbiamo fare?

Conte Lelio - La scommessa caderà sopra le ore. Voi, per esempio, direte che sono sedici. Ella dirà che sono diciassette. Si farà la scommessa; io deciderò in favore della contessa, e voi le darete le cento doppie.

Donna Rosaura - Benissimo; per decidere con fondamento, favorite, tenete quest'orologio. (gli un orologio d'oro)

Conte Lelio - Credo che il mio sarà sufficiente.

Donna Rosaura - Non pretendo sprezzare il vostro, ma questo è uno dei migliori di Londra. Tenetelo, e state certo che non isbaglierete.

Conte Lelio - Ve lo renderò dopo la scommessa.

Donna Rosaura - Spero che non mi farete un simile torto.

Conte Lelio - Donna Rosaura, voi siete troppo obbligante.

Donna Rosaura - Un cavaliere che mi dimostra tanta parzialità, può anche permettermi ch'io mi possa prendere con esso lui una simile confidenza.

Conte Lelio - Per dir il vero, la premura ch'io nutrisco delle vostre soddisfazioni non è senza interesse: ma la mercede, a cui aspira il mio cuore, val molto più di quello che mi avete graziosamente donato.

Donna Rosaura - E qual è la mercede che a misura del vostro merito possiate da me ottenere?

Conte Lelio - Qualche generosa porzione della vostra grazia.

Donna Rosaura - Oh via, signor conte; vedo che vi prendete spasso di me.

Conte Lelio - Mostrerei di essere poco conoscitore del merito, se non aspirassi all'onore di essere da voi ben veduto.

Donna Rosaura - Ben veduto, stimato e venerato voi siete.

Conte Lelio - E niente più?

Donna Rosaura - Che cosa pretendereste di più?

Conte Lelio - Niente amato? Niente affatto?

Donna Rosaura - Onestamente posso anche amarvi.

Conte Lelio – Oh, si sa, onestamente.

Donna Rosaura - Caro conte, ditemi con sincerità. Siete impegnato con alcuna dama?

Conte Lelio - Cinque ne ho servite in un anno, e tutte cinque si sono disgustate di me per femminili puntigli. La prima, perché ho procurato di accomodare in un'altra casa un servitore che aveva ella licenziato. La seconda, perché in faccia sua ho detto che mi piacevano gli occhi d'una romana. La terza, perché giuocando all'ombre le ho dato un codiglio. La quarta, perché innocentemente ho scoperta una sua bugia. E la quinta, per essermi scordato una sera d'andare a prenderla alla conversazione. All'ultimo, mi sono posto a servire la contessa Beatrice, la quale non è tanto puntigliosa quanto le altre.

Donna Rosaura - Presto presto essa pure vi scarterà.

Conte Lelio - Per qual motivo?

Donna Rosaura - Può essere per causa mia.

Conte Lelio - Per sì bella cagione, rinunzierei tutte le più belle dame del mondo.

Donna Rosaura - Mi burlate?

Conte Lelio - Dico davvero.

Donna Rosaura - Caro conte!

Conte Lelio - Adorabile madamina!

Brighella - Lustrissima. La signora contessa Beatrice l'è fermada colla carrozza alla porta, e la manda a veder se vossustrissima è in casa, e se la pol vegnir a farghe una visita.

Donna RosauraPadrona. (s'alza)

Brighella - (Adesso la camisa no ghe tocca el preterito). (parte)

Donna Rosaura - Veramente è sollecita questa dama.

Conte Lelio - Spero che resterete contenta.

Donna Rosaura - Ha marito?

Conte Lelio - Sì. Il conte Onofrio. È un buonissimo uomo; mangia e beve, e non pensa ad altro.

Donna Rosaura - Lascia far tutto alla moglie?

Conte Lelio - Tutto.

Donna Rosaura - Felici quelle donne che possono far così.

Conte Lelio - Bisognerà andarle incontro.

Donna Rosaura - Ma dove?

Conte Lelio - Io direi alla scala.

Donna Rosaura - Oh no, contino mio, basterà, ch'io vada alla porta di camera.

Conte Lelio - Per la prima volta che viene a visitarvi, potete far qualche cosa di più.

Donna Rosaura - Se lo facessi una volta, sarei obbligata di farlo sempre.

Conte Lelio - Abbondare in gentilezza è cosa sempre ben fatta.

Donna Rosaura - Chi troppo si abbassa non esige rispetto.

Conte Lelio - Finalmente è una dama.

Donna Rosaura - Ed io non sono la sua cameriera.

Conte Lelio - Presto, andatele incontro. Vedetela, è qui alla porta.

Donna Rosaura - Basta che mi veda disposta per incontrarla. (fa qualche passo verso la porta)

 

 


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