Carlo Goldoni
Le femmine puntigliose

ATTO SECONDO

Scena Terza. Donna Rosaura, il conte Onofrio e detto

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Scena Terza. Donna Rosaura, il conte Onofrio e detto

 

Donna Rosaura - Che cosa fai? (ad Arlecchino)

Arlecchino - Metter in baula.

Donna Rosaura - Ma perché?

Arlecchino - Patron commandar.

Donna Rosaura - Non istanno bene gli abiti nel guardaroba?

Arlecchino - No star ben roba Palermo, se patron andar per viazo.

Donna Rosaura - Come? Il padrone in viaggio?

Arlecchino - Andar Castellamar subito senza disnar.

Conte Onofrio - (Oh questa ci vorrebbe!). (da sé)

Donna Rosaura - E se egli vuoi andarsene, per che causa ha da portar seco la roba mia?

Arlecchino - Andar patron, andar patrona, e anca povera moretta senza disnar.

Conte Onofrio - (Peggio). (da sé)

Donna Rosaura - È impazzito mio marito?

Arlecchino - No saver altro: mi metter in baula.

Donna Rosaura - Porta via quell'abito; ponilo dov'era.

Arlecchino – Oh, no poder.

Donna RosauraPortalo, dico, che è roba mia.

Arlecchino - No certo, mi no lassar.

Donna Rosaura - Se non lo porti, l'avrai a far meco.

Arlecchino - Se no metter baula, aver da far con patrugna.

Donna Rosaura - O portalo dov'era, o con questo bastone te lo farò portar io. (prende il bastone di mano al Conte)

 


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