Carlo Goldoni
Le femmine puntigliose

ATTO SECONDO

Scena Nona. Rosaura, poi Brighella

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Scena Nona. Rosaura, poi Brighella

 

Donna Rosaura - Ora capisco. Si è voluta far accompagnare sino alla porta. Sin dove arriva il puntiglio! Ambisce di essere complimentata anche per forza, anche in luogo ove nessuno la vede. Non importa, voglio soffrir tutto per superare il mio punto. Se arrivo ad essere ammessa e ben accettata in una pubblica conversazione di dame, son contenta; ma se ciò non mi riesce, prima di partir da Palermo voglio lasciare qualche memoria di me.

Brighella - Lustrissima, un'altra visita. L'è qua la signora contessa Eleonora.

Donna Rosaura - La contessa Eleonora? Che stravaganza è questa! E dov'è ella?

Brighella - In carrozza, che l'aspetta la risposta dell'ambassada.

Donna Rosaura - Ha veduto la contessa Clarice?

Brighella - L'è arrivada giusto in tempo che la signora contessa Clarice montava in carrozza. Le s'ha fermà tutte do, le ha fatto un atto d'amirazion, e po le s'ha parlà sotto vose, ma mi ho sentido tutto.

Donna Rosaura - E che cosa hanno detto?

Brighella - Ha dito la signora contessa Eleonora a quell'altra: Che cosa fate qui? Responde la signora contessa Clarice: Sono venuta dalla mercantessa a comprar ventiquattro braccia di stoffa d'oro. Brava! (ha dito la signora contessa Eleonora); ed io vengo a comprare della tela d'Olanda.

Donna Rosaura - Possibile che abbiano parlato così?

Brighella - Le ha dito cussì in coscienza mia.

Donna Rosaura - (Ecco il puntiglio! Una non vuol far credere all'altra d'aver della stima per me. Ma ancora mi convien dissimulare; quando sarà tempo di parlare, parlerò). (da sé) Porta via questo tavolino con queste stoffe, acciò non dica ch'io vendo la roba a braccio, e di' al bracciere che venga pure, ch'è padrona.

Brighella - (Che bella cosa! Vegnir a Palermo a spender i so quattrini per farse burlar). (da sé) (parte col tavolino, poi torna)

Donna Rosaura - Parmi un sogno, che la contessa Eleonora venga a casa mia, dopo la scena fatta in casa della contessa Beatrice; o viene per iscusarsi, o viene per insultarmi. Nel primo caso sarebbe troppo umile, nel secondo troppo ardita. Ma siccome saprei far buon uso delle sue giustificazioni, così saprei anche rispondere alle sue impertinenze. (vedendo ritornar Brighella) Ebbene, dov'è la contessa Eleonora?

Brighella - No la s'incomoda, che l'è tornada indrio.

Donna Rosaura - È ritornata indietro? Perché?

Brighella - Perché vussustrissima ha fatto aspettar el braccier avanti da darghe la risposta.

Donna Rosaura - Asinaccio, sei stato tu, che l'hai fatto aspettare.

Brighella – Mi, co la m'ha dito, che vada, son andà.

Donna Rosaura - Dovevi andar subito.

Brighella - Mo se la m'ha fatto dir...

Donna Rosaura - Presto, corri; raggiungi la carrozza della contessa Eleonora, dille che il mancamento è provenuto da te, ch'io le domando scusa, e che la prego degnarsi di favorirmi.

Brighella - Ma la carrozza la va a forte. La sarà lontana...

Donna Rosaura - Va' subito, che ti caschi la testa.

Brighella - Mi son staffier, e no son lacchè. (parte)

 

 


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