Carlo Goldoni
Filosofia e amore

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA Giardino. Cloridea, Leonzio, poi Menalippe

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ATTO PRIMO

 

 

 

SCENA PRIMA

Giardino.

Cloridea, Leonzio, poi Menalippe

 

CLOR.

} a due

Dolce amor, te solo invoco

Testimon del nostro foco.

Opra tu, che non invano

Questo cuore e questa mano

Pegno sia di vera .

LEON.

MEN.

Bravo, bravo! brava, brava!

Lo scolaro colla schiava

Si diverte? Così è;

Ma l'avrete a far con me.

 

 

Mi rallegro con voi di tutto cuore.

Che giovani garbati!

Son ambi innamorati;

E s'unirian, senz'altro testimonio,

La schiava e lo scolaro in matrimonio.

CLOR.

Menalippe, pietà.

LEON.

Pietà, signora.

MEN.

Me la chiedete ancora?

No, che pietà non c'è.

Disgraziati, l'avrete a far con me.

Una schiava comprata

A denari contanti (a Cloridea), uno scolaro

Del filosofo Xanto (a Leonzio)

Ardiscono cotanto? Io, di Xanto la sposa,

Comando a tutti due,

Con quel poter che ho dallo sposo mio.

Che andiate tosto.

CLOR.

V'obbedisco. Addio. (a Leonzio)

 

Parto per obbedirvi. (a Menalippe)

Resta con te il mio cor. (a Leonzio)

(Tu mi proteggi, Amor,

Nume sovrano).

Meco non siate austera. (a Menalippe)

Caro, non mi lasciar. (a Leonzio)

(Ch'io non lo voglia amar

Si spera invano). (da sé, e parte)

 

 

 


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