Carlo Goldoni
Le inquietudini di Zelinda

ATTO PRIMO

SCENA TERZA   Don Flaminio vestito a lutto, e detti.

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SCENA TERZA

 

Don Flaminio vestito a lutto, e detti.

 

FLAM. (Entra dalla parte opposto. Fa una riverenza a donna Eleonora senza parlare. Ella s'alza un poco per salutarlo, senza dir niente, e torna a sedere, e restano tutti due senza parlare, e senza guardarsi)

FABR. (Queste due persone s'amano teneramente). (da , con ironia)

FLAM. Fabrizio.

FABR. Signore.

FLAM. Venite qui.

FABR. Mi comandi.

FLAM. Il mio avvocato è avvertito?

FABR. Sì, signore, per le sedici ore.

FLAM. Quando viene, fatelo entrare immediatamente.

FABR. Sarà servita. (Una il procuratore, l'altro l'avvocato! Uh se fosse vivo il padrone! Ma oramai non se ne ricordano più. Ora non è che la roba che interessi la vedova ed il figliuolo. A che serve l'accumulare per seminar delle liti, per ingrassar i curiali?) (da sé) (Ah! chi è di ? Ho capito). (guardando alla scena) Signora, è venuto il signor don Filiberto, e il procuratore. (piano a donna Eleonora)

ELEON. Fateli entrare.

FABR. Favoriscano, signori. Entrino pure. (alla scena)

 

 

 


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