Carlo Goldoni
Le inquietudini di Zelinda

ATTO PRIMO

SCENA OTTAVA   Donna Eleonora, don Flaminio, don Filiberto, l'Avvocato, il Procuratore

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SCENA OTTAVA

 

Donna Eleonora, don Flaminio, don Filiberto, l'Avvocato, il Procuratore

 

FLAM. Signora, voi avete inteso le disposizioni di mio padre. Se volete star meco, siete padrona, ma siccome per godere d'un tale benefizio dovreste rinunziare al pensiero di rimaritarvi, così avrete la bontà di farmi sapere a qual partito vi vorrete appigliare.

ELEON. Il testamento è ingiusto, e non lo accetto nei termini come è scritto. Mi sono maritata assai giovine, e non ho preso un vecchio per sagrificarmi in tal modo.

PAND. E non dev'essere sagrificata, e si farà lite.

ELEON. Vi dev'essere una donazione reciproca...

AVV. Una donazione reciproca? Scusate, signora mia. Se vi fosse, il testatore non l'avrebbe dimenticata.

ELEON. Me l'ha promessa, e vi sono de' testimoni.

PAND. Vi sono de' testimoni? Si farà lite.

FLAM. Signora, guardatevi da chi vi consiglia per il proprio interesse.

PAND. Parla per me, signore? Son conosciuto. Io non ho bisogno di mendicare clienti. Ne ho da dare a chi non ne ha. Difendo le donne per inclinazione, e le vedove per compassione. (parte)

 

 

 


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