Carlo Goldoni
Le inquietudini di Zelinda

ATTO TERZO

SCENA UNDICESIMA   Tognina, Fabrizio e Lindoro

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SCENA UNDICESIMA

 

Tognina, Fabrizio e Lindoro

 

TOGN. Non so. Quella donna mi par confusa. Non la capisco.

FABR. In verità, Lindoro, avete fatto male a non andare con lei.

LIND. Ho sempre paura ch'ella supponga, ch'io non mi fidi di lei.

TOGN. Diancine. La credete di sì poco spirito?

FABR. Fate a mio modo. Andate, raggiungetela, ed accompagnatela. Considerate ancora, che dall'avvocato avranno bisogno di voi. Se v'ha da essere un accomodamento, ci dovete intervenire anche voi.

LIND. È vero; sono sì confuso, che non so quello che mi faccia. Vado, cercherò di raggiungerla, e le dirò la ragione. (parte)

FABR. Avrei anch'io un poco di curiosità.

TOGN. Andateci, farete bene. In qualche maniera ci siete anche voi interessato.

FABR. È verissimo, dite bene. La Tognina poi, la mia Tognina, è una donnetta di garbo. (parte)

TOGN. Questi uomini s'incantano, si perdono per una cosa da niente. Eh per Bacco! se fossi un uomo io, vorrei far far la fortuna a mio modo. (parte)

 

 


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