Carlo Goldoni
Le inquietudini di Zelinda

ATTO TERZO

SCENA TREDICESIMA   Pandolfo ed il suddetto

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SCENA TREDICESIMA

 

Pandolfo ed il suddetto

 

PAND. (Entra, vede don Flaminio, lo saluta grossamente, e siede da lui lontano, senza parlare)

FLAM. (Costui è forse l'unico che può far ostacolo al nostro accomodamento. Vuò tentar di metter in pratica l'istruzione datami dall'avvocato). (da , e legge)

PAND. (Un testamento di questa sorte! Un'ereditàpingue! Tanti legati! tanti legatari! tante condizioni! tanti capi di lite! E si trova un avvocatosciocco che si mette in capo di voler far un aggiustamento!) (da sé)

FLAM. Signor Pandolfo. (s'alza)

PAND. Padron mio. (grossamente, stando a sedere)

FLAM. So che vossignoria è un galantuomo. (accostandosi)

PAND. Mi scusi. So quello che mi vuol dire; ma io sono obbligato ad assistere i miei clienti.

FLAM. Va benissimo, ma siccome or ora si proporrà l'accomodamento, vi prego di voler ben assistere i vostri clienti, ma di non trovare cavilli per non tirar le cose in lungo.

PAND. Credete voi che questo sia un affare da spedire in una o due sessioni? Né in quattro, né in sei, né in dieci. Sono cose lunghe, bisogna vedere, esaminare, discorrere. Si propone, si oppone, si disputa, e poi si risolve.

FLAM. Vi dirò. Tutto questo si fa, quando le parti non vanno facilmente d'accordo.

PAND. E se le parti sono in lite, come possono andar d'accordo?

FLAM. Questo può dipendere dai difensori.

PAND. I difensori onorati fanno il loro debito, e non tradiscono i clienti per far loro risparmiare le spese. (con del caldo)

FLAM. Signor Pandolfo, potrei farvi una proposizione fra voi e me?

PAND. Una proposizione? Se sarà utile a' miei clienti l'ascolterò. Ma se credeste mai di trovar del tenero nel mio terreno, vi potete risparmiar la pena.

FLAM. Vi dirò, considero che, se si facesse una lite, si spenderebbero dalle parti molti e molti danari.

PAND. Quando è necessario di spendere, bisogna spendere.

FLAM. Di queste spese una parte ne andrebbe ai tribunali, ed una parte divisa fra gli avvocati e i procuratori.

PAND. Ed ai procuratori tocca la minor parte.

FLAM. Non sarebbe meglio che le parti s'accomodassero fra di loro, e quello che si dovrebbe spendere nei tribunali, se lo godessero i difensori?

. Questa è una cosa alla quale ci ho sempre pensato. Per parlar giusto, se anche le parti dovessero spender lo stesso, risparmierebbero sempre il tempo, le inquietudini e la paura. L'idea è bella, ma è difficile metterla in pratica.

FLAM. Perché?

PAND. Perché i clienti non intendono la ragione.

FLAM. Io, per esempio, la intendo, la capisco, e sono un uomo discreto. So che, facendosi l'accomodamento, i difensori meritano d'essere riconosciuti. So che non è conveniente che la vedova spenda del suo, e sarei dispostissimo a dare una buona ricognizione al mio avvocato, ed al procuratore di mia matrigna.

PAND. Questo si chiama parlare da uomo giusto e discreto. La vedova non ha da sentir alcun peso.

FLAM. Sareste voi disposto a contribuire a questo bene, a questa pace comune?

PAND. Oh io, quando si tratta di contribuire al bene, alla pace, alla concordia delle famiglie, mi ci adopero con tutto lo spirito, con tutto il cuore.

FLAM. Quest'è un'opera virtuosa, che merita la sua ricompensa.

PAND. Io lo faccio senza interesse, ma mi dispiace quando ho da far con degl'ingrati.

FLAM. Signor Pandolfo, vi degnereste di ricevere dalle mie mani un picciolo presente di ventiquattro zecchini?

PAND. Non crediate, signore, che ventiquattro zecchini siano capaci di corrompermi, né di farmi obbliare l'interesse de' miei clienti. Son disposto a difenderli per impegno, per la ragione, per la giustizia, e senz'alcun interesse, a costo di rimetterci del mio, se bisogna. (con calore) Ma so che siete un uomo onesto, che non vorrete se non le cose giuste. So che il vostro avvocato è un galantuomo, che proporrà delle cose ragionevoli ed accettabili: onde, per sollevare la vedova da questa pena, e per non mostrarmi restio alla vostra buona intenzione... ventiquattro zecchini?... li prenderò.

FLAM. Eccoli, ve li presento di cuore. (gli una carta col danaro)

PAND. (Prendendoli con cerimonie, e parlando li conta) Signore, quando si tratta di cose simili... in verità io sono portato per far del bene... Anche senza interesse... (e ventiquattro). Vossignoria è padrone di me. (mette via il danaro)

FLAM. Ecco donna Eleonora e don Filiberto.

 

 

 


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