Carlo Goldoni
Le inquietudini di Zelinda

ATTO TERZO

SCENA QUINDICESIMA   L'Avvocato, il Notaro e detti.

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SCENA QUINDICESIMA

 

L'Avvocato, il Notaro e detti.

 

AVV. Perdonino se li ho fatti un poco aspettare. Sono andato a cercare il signor notaro. Ho fatto stendere gli articoli dell'aggiustamento, perché se lo trovano di loro soddisfazione, non abbiano che a sottoscriverlo senza remora alcuna, quando ne sia persuaso il valoroso signor Pandolfo. (con un po' di caricatura)

PAND. Sentiremo, vedremo. Ma so qual sia il talento del signor avvocato, e son sicuro che le proposizioni saranno oneste, e accettabili per ogni parte.

AVV. Mancano Zelinda e Lindoro. Subito che arrivano, si leggerà. Intanto favoriscano d'accomodarsi.

FIL. (Quanto sarebbe meglio evitar una lite!) (piano a donna Eleonora)

ELEON. (Sentiremo quel che dirà il nostro procuratore). (a don Filiberto, e siedono)

FLAM. (Amico, siete stato dalla signora Barbara?) (all'Avvocato)

AVV. (Sì, non sapete niente? Vi darò due nuove bellissime. L'una si è ch'è arrivato suo padre...)

FLAM. (È arrivato? Ne ho piacere grandissimo).

AVV. (L'altra che l'ho trovata savia, sincera, onorata e degna di voi).

FLAM. (Non ve lo diceva io ch'era tale?) (con allegria)

 

 

 


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